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Pescara, 14/04/2026
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Data: 09/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Verso i referendum del 12 e 13 giugno - Forte: «L'acqua è un bene comune» L'arcivescono di Chieti-Vasto: doveroso partecipare e impegnarsi

CHIETI. «Sono perfettamente d'accordo con il presidente Napolitano: si deve andare a votare per i referendum perché la posta in gioco è il bene comune. L'acqua, per esempio, è di tutti e deve essere per tutti». A scendere in campo è l'arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto Bruno Forte. «I cittadini hanno il dovere di partecipare e di impegnarsi», ha spiegato il presule del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
«I quesiti referendari», ha aggiunto monsignor Forte, «sono di non poco conto, dal nucleare al legittimo impedimento. Ma è soprattutto all'acqua che va il mio pensiero: è un bene di tutti e credo che lo Stato debba difendere lo stato sociale».
L'arcivescovo di Chieti nega inoltre un valore «politico» al raggiungimento del quorum perché per questi temi «comunque ogni politicizzazione è infelice», ma ritiene che «lo Stato non deve abdicare dal proprio dovere e debba garantire a tutti i cittadini ogni forma di bene pubblico». Andare a votare è l'esplicito invito di Bruno Forte, che sottolinea come fin qui «l'autorità morale del Capo dello Stato e le parole da lui usate, siano da condividere perfettamente».
L'arcivescovo Forte non è nuovo a esternazioni politiche. Pochi giorni fa, subito dopo i ballottaggi aveva commentato il voto in un'intervista al Corriere della sera: «Ora l'attenzione di tutti è rivolta all'analisi delle conseguenze politiche», aveva detto, «ma questo come pastore non mi riguarda. A me sta a cuore la svolta sul piano etico». Nell'intervista il presule aveva aggiunto di considerare le amministrative «un segnale importante perché la gente non ne può più. E' chiaro che in questa vicenda ci siano segnali di insoddisfazione profonda rispetto alla scena etica e sociale del Paese. Anche se il difficile comincia adesso». «La gente non ne può più», aveva aggiunto Forte «perché è stanca della scena politica che si presenta ogni giorno. Molte cose non vanno, la situazione economica, la fatica ad arrivare a fine mese, la crisi, ma anche le ferite allo stato sociale, la famiglia, il lavoro, la scuola, l'educazione, la sanità, le difficoltà delle piccole imprese, insomma i problemi reali».

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