L'AQUILA. I dipendenti dell'Ama, l'azienda del trasporto pubblico, sono pronti allo sciopero. Da qualche settimana è scattato lo stato di agitazione contro il provvedimento del Cda che li equipara al pubblico impiego, con forti penalizzazioni economiche. Lunedì i lavoratori saranno in consiglio comunale. La vertenza dunque si inasprisce, dopo che è andato a vuoto l'incontro tra sindacati e azienda.
Ora la vicenda sarà portata in Prefettura, per la procedura di "raffreddamento" prevista dalla legge.
Se neanche in quella sede si troverà una soluzione, tutte le sigle sono pronte a dichiarare lo sciopero.
Oggi è prevista un'assemblea del personale, mentre lunedì una delegazione di lavoratori parteciperà ai lavori del consiglio comunale, chiamato a discutere un ordine del giorno sulla questione.
«Nell'ultima riunione», spiega Domenico Fontana, segretario provinciale della Filt-Cgil, «l'azienda, rappresentata dal presidente Olivo Ciccarelli, ha palesato tutta la sua inconsistenza e incapacità a ricercare la soluzione al problema. Nella loro eterna indecisione, rimandano ad altri la soluzione, senza minimamente preoccuparsi del fatto che i loro dipendenti stiano nel frattempo subendo un danno economico. Dopo un lungo periodo di letargo, il Cda dell'Ama ha deciso improvvisamente che i propri dipendenti debbano essere considerati pubblico impiego e pertanto assoggettati al Patto di stabilità, con immediate ripercussioni sulle buste paga dei lavoratori che hanno visto congelato l'aumento periodico per anzianità e gli avanzamenti parametrali».
Fontana sottolinea che «ad oggi nessuna azienda italiana di trasporto pubblico sta applicando tale misura e la stessa Regione Abruzzo, che aveva legiferato in tal senso, è tornata indietro modificando il provvedimento. Nel momento in cui ai lavoratori vengono imposte penalizzazioni economiche», conclude il sindacalista della Cgil, «l'Ama pretende dagli stessi prestazioni sempre più faticose con percorsi continuamente stravolti, nessuna attenzione alla sicurezza degli operatori e degli utenti, con fermate invase dalle auto in sosta e soprattutto le maggiori percorrenze richieste vengono svolte da un numero sempre minore di addetti, visto che in azienda c'è il blocco del turn over».