Castel Frentano. Per l'associazione sono pezzi storici da preservare insieme alla stazione ferroviaria di Crocetta
CASTEL FRENTANO. «Evitare che i treni Sangritana della stazione di Crocetta, patrimonio storico ed esempio di archeologia industriale, vadano in demolizione o siano acquistati dai privati». E' la richiesta che Italia Nostra ha presentato ieri alla Procura della repubblica di Lanciano.
L'iniziativa è per salvare dalla demolizione i vecchi treni sequestrati lunedì dalla Finanza per presunta violazione della norme in materia ambientale. Per le fiamme gialle si tratta di vagoni inquinanti, in rovina, abbandonati da anni a Crocetta: di qui il sequestro preventivo per violazione delle norme in materia ambientale.
Per l'associazione Italia Nostra, quei treni, invece, sono pezzi storici, esempi di archeologia industriale da preservare assieme alla stazione e sottostazione di Crocetta, che risale al 1922, e da collocare nel cosiddetto "museo diffuso" che deve realizzare la Sangritana. Ma, per inserirli nel museo i treni sequestrati, o quel che ne resta, non devono essere demoliti o venduti. «Italia Nostra ha consegnato una lettera al procuratore della repubblica in cui chiede di intervenire», spiega Pierluigi Vinciguerra, presidente della sezione lancianese di Italia Nostra, «con provvedimenti che tutelino treni e stazione, anche se sono danneggiati dal tempo e dai vandali, perché hanno valore storico».
Due motrici, arrugginite risalgono al 1924, due carri per materiale e due carrozze di legno, cassonate, per merci sono state revisionate nel 1962. «Sono pezzi da museo», riprende Vinciguerra, «da restaurare. L'idea del museo diffuso ha avuto il nulla osta del ministero per i Beni culturali nel marzo 2009 e prevede la realizzazione di una sorta di galleria all'aperto che includa treni d'epoca, caselli, stazioni, come quella di Lanciano 1911-12, di San Vito, Crocetta, Archi, l'archivio storico della Sangritana, parti di tracciato dal grande valore paesaggistico».