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Data: 10/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Anas va avanti sui pedaggi. Il Comune: no con ogni mezzo. Zingaretti attacca governo e Campidoglio: basta imbrogli ai romani

La miccia non è stata disinnescata. Semmai la bomba pedaggi rischia di esplodere a scoppio ritardato. Magari prima dell'esodo estivo. O forse subito dopo. Con conseguenze comunque devastanti per i romani. A ricordare come stanno le cose, confermando quanto già scritto dal nostro giornale, ci ha pensato il presidente dell'Anas. Pietro Ciucci ha spiegato che non c'è stata nessuna marcia indietro del governo. E che lo stop del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli alla proposta della Lega di far pagare - nell'ambito della regionalizzazione dell'Anas - il pedaggio sul grande raccordo anulare e sulla Salerno-Reggio Calabria non congela la situazione. E' infatti pienamente in vigore la norma di legge - inserita nella manovra economica 2010 - che stabilisce il pagamento sulle tratte Anas. Manca, ed è per questo che la stangata ancora non è arrivata, il decreto della presidenza del Consiglio che avrebbe dovuto definire nei dettagli dove e quanto si paga. E consola poco, in assenza di una scelta definitiva, la nota del ministro Matteoli, il quale assicurò a gennaio che su Gra e Salerno-Reggio Calabria i pendolari non avrebbero mai pagato. Del resto non si conoscono i possibili criteri di esenzione, i costi e le modalità. Così come non ci sono informazioni sulla sorte della Roma-Fiumicino, altra tratta Anas a forte rischio balzello. Si sa solo che lo Stato ha previsto di incassare circa 100-150 milioni sulla rete nazionale dell'Anas, di cui 40 solo nell'area romana. Con un aggravio medio per i forzati del Gra che si dovrebbe aggirare intorno al 20-25 euro in più al mese.
Per fortuna degli automobilisti l'assenza di indicazioni ritarda la tosatura. Ma non annulla il pericolo. Piuttosto radicalizza le posizioni. Con il Pd che attacca a muso duro. E il Pdl romano, sindaco Gianni Alemanno in testa, che aumenta il pressing su Palazzo Chigi per tutelare almeno i pendolari. E' evidente che il pagamento del pedaggio sul Gra sarebbe un siluro terrificante per il sindaco e la sua popolarità. Da qui i dubbi dello stesso Berlusconi. Con Alemanno che ripete e minaccia: «Non tollereremo balzelli sul Gra, siamo pronti ad intervenire utilizzando qualsiasi strumento. Ora l'Anas deve chiarire perché noi siamo contrari». Di fatto però è l'esecutivo che deve muoversi, spiegare, decidere. L'Anas non potrà che adeguarsi.
Va da se che per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, la spaccatura nella maggioranza - con la Lega che spinge e il Pdl che frena - è una occasione ghiotta. «Basta con gli imbrogli di Campidoglio e governo - attacca - perché il progetto di legge della Lega bocciato non ha nulla a che fare con i pedaggi sul Gra e sulla Roma-Fiumicino. Pedaggi che continuano a pendere come una spada di Damocle sulla testa dei cittadini. Un balzello iniquo che colpirebbe studenti, pendolari e lavoratori».

Strade a pagamento, la mappa c'è ma non si vede
Il decreto top secret bloccato alla presidenza del Consiglio. Pronti altri ricorsi contro la tassa

E' un documento gelosamente custodito. Dal contenuto top secret. Contiene, scritti nero su bianco, i dettagli della stangata sugli automobilisti che utilizzano i 1.200 chilometri di strade ed autostrade dell'Anas. E la mappa delle tratte a pagamento. Una bozza elaborata dal ministero delle Infrastrutture e inviata per l'ok al ministero dell'Economia. Un testo che, una volta ultimato, dovrebbe poi prendere la forma di decreto della presidenza del Consiglio dei ministro. Ma se la procedura è stata avviata già tre mesi fa, come ha confermato ieri lo stesso Matteoli, a congelare le scelte tecniche ci hanno pensato non solo la raffica di ricorsi al Tar contro il balzello, messi a punto dal Pd, ma anche il fuoco di sbarramento del Pdl romano. Anche ieri Gianni Alemanno, insieme alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha ribadito il concetto. «Come ho detto al ministro delle Infrastrutture - spiega il sindaco - siamo contrari». Lotta dura quindi. Con Matteoli pronto a fare da sponda, ben consapevole che proseguire su questo terreno sarebbe molto pericoloso.
Per questo la bozza stenta a prendere una forma definitiva, nonostante la manovra abbia indicato l'obiettivo da raggiungere. Che è poi quello di ottenere dai pedaggi una fonte di risorse sicura per diminuire i trasferimenti all'Anas e alleviare così gli oneri per lo Stato. Proprio per questo motivo sia il Pd che una parte dello stesso Pdl ritengono che si debba parlare di una tassa a tutti gli effetti. Gli introiti non sarebbero infatti utilizzati per fare investimenti sulla rete, potenziare le infrastrutture, realizzare nuove tratte.
Al di là del braccio di ferro, che blocca anche la realizzazione del sistema di pagamento free fow con i caselli elettronici, quello che teme il Pd è che l'esecutivo solleciti il Consiglio di Stato ad esprimersi sui ricorsi al Tar. Sia Michele Meta che Enrico Gasbarra della Commissione Trasporti della Camera hanno però già pronte le contromisure. «In attesa che il sindaco scelga l'auto con cui andare a distruggere i nuovi caselli elettronici - ironizza Gasbarra - mi auguro che almeno voglia dare disposizione alla avvocatura del Campidoglio affinchè si unisca a quella della Provincia di Roma per mettere in campo un altro ricorso. Meta ipotizza anche che una parte delle risorse provenienti dalle multe sul Gra vadano nelle casse dell'Anas per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade.

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