PESCARA. «Non condivido le esternazioni di monsignor Bruno Forte, penso che su certi argomenti l'arcivescovo debba mantenere una posizione più neutrale». Il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Febbo interviene così sulle dichiarazioni del presule di Chieti-Vasto, che ha invitato i cittadini a partecipare alle consultazioni referendarie. «A ottobre», riprende Febbo, «mi aveva sorpreso leggere sui giornali una presa di posizione su argomenti squisitamente tecnico-politici. La cosa che mi colpisce maggiormente delle dichiarazioni di monsignor Forte è che si è detto perfettamente d'accordo con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mi chiedo perché nelle precedenti tornate referendarie, monsignor Forte non sia sceso in campo per sostenere la partecipazione dei cittadini. La stessa cosa mi domando per il presidente Napolitano». Inevitabili le reazioni alla presa di posizione del coordinatore teatino del Pdl. Per Carlo Costantini (Idv), le dichiarazioni di Febbo «non sono commentabili. Impossibile argomentare una risposta, quando un intervento è tale da lasciarti letteralmente ammutolito. Mi auguro si tratti di una posizione isolata nel Pdl, altrimenti saremmo davvero alla frutta». A giudizio di Maurizio Acerbo (Rifondazione), «Febbo è in preda a una crisi di nervi. Con sprezzo del ridicolo, pretende di mettere il bavaglio persino a monsignor Forte, responsabile del grave peccato di aver condiviso l'invito ad andare a votare del presidente Napolitano. Secondo Febbo, la Chiesa può intervenire sulle questioni politiche soltanto se è d'accordo con il centrodestra. Informo Febbo che la Conferenza episcopale da tempo ha espresso apprezzamento per i quesiti referendari e gran parte del mondo cattolico è schierato contro la mercificazione dell'acqua in Italia come in tutto il pianeta».