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Data: 10/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, scontro sul deficit poi documento bipartisan

Su una cosa, alla fine, sono stati tutti d'accordo: l'Atac va salvata. E così il consiglio comunale straordinario di ieri sull'azienda della mobilità romana, dopo tre ore di battibecchi in aula, si è chiuso con l'approvazione di un unico ordine del giorno, su cui c'è stata la convergenza di maggioranza e opposizione. Il testo conferma l'impegno a preservare l'azienda, tutelando i livelli occupazionali, e chiede, inoltre, di portare «a rapida discussione e approvazione i provvedimenti e tutte le iniziative volte a permettere ad Atac di vedere la propria posizione stabilizzata e i propri conti economici in pareggio».
«Su Atac parte un'operazione verità - ha detto Gianni Alemanno nel suo intervento - Dopo tante illazioni fatte in questi mesi voglio dire che, sia sul fronte dell'indebitamento che su quello delle assunzioni, l'azienda ha avviato il suo risanamento». Per completarlo, il sindaco ha chiesto all'Assemblea capitolina «un finanziamento con la proprietà immobiliare di Atac Patrimonio che ci serve per pagare il debito pregresso, che viene da lontano e che noi abbiamo già cominciato a sanare negli ultimi tre anni». A cercare il dialogo con l'opposizione è stato l'assessore alla mobilità Antonello Aurigemma: «Il futuro di Atac può essere assicurato solo da una piena condivisione delle scelte strategiche». Ma il Pd, che pure ha votato il documento conclusivo, ha attaccato la gestione degli ultimi anni: secondo Fabrizio Panecaldo, infatti, «la Parentopoli costerà ai contribuenti 600 milioni di euro, se consideriamo che gli assunti sono stati almeno 500 e prendono uno stipendio lordo annuo mediamente di 30 mila euro». Quello delle assunzioni a chiamata diretta, ha incalzato il capogruppo Pd Umberto Marroni, «è il più grande scandalo che ha avuto l'amministrazione negli ultimi vent'anni: andavano assunti autisti e operai, non impiegati». Il capogruppo Udc, Alessandro Onorato, ha invece ricordato che «per le prossime assunzioni si terranno in considerazione, in forma prioritaria, le graduatorie degli idonei scadute nel 2009 e nel 2010».
«Nel futuro di Atac c'è un nuovo piano industriale, una rinnovata severità nella gestione dei costi e una cospicua capacità nel rilancio grazie agli investimenti previsti, che saranno in grado di sostenere il servizio», ha replicato Luca Gramazio, capogruppo Pdl. Ma Donato Robilotta, coordinatore dei Socialisti riformisti del Pdl, sottolinea come sia «assolutamente necessario privatizzare l'azienda: lasciarla in mano alla politica l'ha trasformata in un carrozzone, venderla ai privati la renderebbe realmente efficiente, non scaricando i debiti sui cittadini».

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