Doccia fredda per chi sperava in un ripensamento Il presidente Testa: «Valuteremo l'ipotesi di un altro ricorso»
PESCARA. Nessun ripensamento sui pedaggi dell'Asse attrezzato Pescara-Chieti. Nonostante una risoluzione presentata dal gruppo parlamentare del Pd e un'altra del Pdl, che sarà discussa in commissione, molto difficilmente ci potrà essere la tanto sospirata marcia indietro. A ribadirlo è stato ieri il governo.
Che ha confermato l'intenzione di andare avanti con i provvedimenti previsti nelle misure finanziarie del ministro Tremonti, rispondendo alla richiesta dei deputati dell'opposizione (primo firmatario Tino Iannuzzi). Ennesima delusione per chi, tra i politici locali e nazionali, aveva sperato di bloccare un provvedimento che ha tutta l'aria di un amarissimo balzello. Fatto è che nell'elenco dei raccordi da sottoporre a pagamento c'è la strada a scorrimento veloce che, ogni giorno, viene percorsa da migliaia di automobilisti abruzzesi. Pendolari per studio o lavoro, tanti cittadini che si muovono tra i centri dell'area metropolitana o semplicemente si spostano per andare a fare la spesa nei grandi centri commerciali. Assieme al Gran raccordo anulare di Roma, l'autostrada Salerno-Reggio, la Firenze-Siena e altri importanti raccordi nazionali, bisognerà quindi pagare anche per il transito sull'Asse attrezzato, strada realizzata negli anni Settanta, voluta dal ministro Gaspari proprio per favorire l'integrazione dell'area urbana più popolata d'Abruzzo. Il leghista Roberto Castelli ha espresso parere negativo in commissione Ambiente della Camera alla risoluzione del Pd che prevedeva un ripensamento complessivo «Le Camere avevano già votato l'anno scorso il decreto che istituisce i pedaggi», ha tagliato corto il viceministro.
Doccia fredda. «Se ci sono fondate possibilità», commenta il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, tra gli amministratori che si sono opposti alla misura del governo riscuotendo un primo giudizio favorevole del Tar, «andremo avanti con la stessa determinazione con cui siamo partiti all'inizio di questa vicenda. Il mio ufficio sta consultando i legali per percorrere questa strada».
Strada tutta in salita. La risoluzione del Pd chiedeva l'esclusione delle strade per le quali non esiste una adeguata e funzionale rete alternativa, quelle su cui non sono stati completati i lavori di ammodernamento e messa in sicurezza. In ogni caso, tutti i tratti qualificabili come strade extraurbane. Per il Pd andrebbero inoltre esclusi dal pagamento i cittadini residenti e le imprese che operano sul territorio. Ora in commissione resta in discussione un'altra risoluzione, quella del Pdl, a prima firma di Vincenzo Gibiino che ha in comune all'altro testo alcuni impegni per il governo, come quello di escludere dal pedaggio le tratte prive di alternative e quelle che non sono state ristrutturate. Su questa risoluzione, Castelli ha dato parere positivo. La seduta è stata poi sospesa per tentare una mediazione e giungere a un testo bipartisan, ma la mediazione è saltata e mercoledì prossimo si procederà al voto definitivo.