ROMA. La caccia al quorum attraversa cento piazze italiane, si arrampica sui monumenti più conosciuti, ha il volto entusiasta dei tanti giovani ambientalisti che improvvisano flash mob ovunque e quello fiducioso dei politici dei partiti di opposizione. L'ultimo giorno di campagna referendaria è cominciato prestissimo, quando all'alba gli attivisti di Greenpeace hanno calato dal Colosseo un enorme striscione giallo con la scritta "Italia ferma il nucleare, vota sì". Ed è proseguita senza interruzioni, con feste, canti, biciclettate, grandi brindisi con l'acqua pubblica, e tuffi nelle fontane. I politici si sono ritagliati i loro spazi, ma come avevano chiesto i comitati per il voto e per il sì al referendum, i partiti si sono tenuti in disparte.
«Il nucleare non è una questione di schieramenti, tutti, anche chi vota centrodestra, devono andare a votare per il futuro di ognuno di noi» gridano gli ambientalisti in piazza del Popolo, mentre sul palco si esibiscono giovani artisti. In piazza del Popolo Bersani, Di Pietro e Bonelli arrivano praticamente negli stessi minuti, quando a metà pomeriggio sta ancora affluendo la gente. Di ogni età, ma la maggior parte sono giovani. I simpatizzanti applaudono, incoraggiano, ma non c'è ressa, non è una festa di partito. I politici entrano dalla piazza come tutti circondati soprattutto dai fotografi che vogliono immortalare insieme i tre leader di Pd, Idv e Verdi. Musica e bandierine colorate, magliette contro il nucleare, a favore dell'acqua pubblica. Manca persino qualsiasi riferimento al presidente del Consiglio, anzi ce n'è solo uno, anche se vistoso. Uno striscione: "Berlusconi radioattivo", e stop. Non è una battaglia contro il premier, questa è la parola d'ordine e così deve essere, anche se in serata lo stesso Cavaliere fa sapere di essere convinto «che non ci sarà la spallata, non ci sarà un bis delle amministrative». Lo attacca D'Alema, che si dice d'accordo con Napolitano e il Papa, «Berlusconi invece poteva risparmiarsi una sortita così infelice» riferendosi al «io non vado a votare» del presidente del Consiglio.
Bersani mostra ottimismo anche se ammette: «Raggiungere il quorum è come scalare una montagna, ma il risultato è a portata di mano. Andiamo tutti a votare e andiamoci domenica mattina per dare un segnale di ottimismo a tutti». Bonelli (Verdi) dice che «nonostante l'appello alla diserzione del voto lanciato da Berlusconi anche gli elettori del centrodestra hanno capito che qua è in gioco il futuro dell'Italia». Di Pietro ribadisce che non si tratta di un voto pro o contro Berlusconi: «I temi che voteremo sono specifici e importantissimi, riguardano tutto il Paese. Il quorum? Continuiamo a nuotare». Avanti tutta dunque, sperando di superare la fatidica soglia. Greenpeace è scatenata, e gli striscioni dopo il Colosseo vengono srotolati anche sul Ponte Vecchio a Firenze e dal campanile San Marco a Venezia. «Abbiamo scelto luoghi di evidente bellezza e significato - dice Salvatore Barbera responsabile della campagna dell'associazione - per ricordare che è proprio questa bellezza che vogliamo difendere da un futuro dove incidenti come quello di Cernobyl e Fukushima possono diventare il nostro incubo». E' un'Italia mobilitata con feste da Milano a Cagliari. Una parte d'Italia colorata, giovane e attiva che guarda a un obiettivo e ci vuole arrivare ballando, cantando, e votando. Anche se la scalata è difficile.