Se qualcuno avesse avuto ancora dubbi sul pedaggio da applicare all'asse attrezzato, glieli ha tolti il leghista Roberto Castelli: il ticket si pagherà sulla Chieti-Pescara al pari degli altri raccordi autostradali gestiti dall'Anas. E' stato l'ex ministro della Giustizia e attuale vice di Altero Matteoli al Ministero delle Infrastrutture a dire "sì" al pagamento del ticket nell'ultima riunione della Commissione ambiente della Camera. Castelli ha sbarrato il passo persino al suo stesso ministro: Matteoli, infatti, aveva bloccato la proposta di legge sull'Anas presentata dalla Lega fidando su un ripensamento del Governo sull'intera materia, nel frattempo c'era stata una risoluzione del Pd, ma non c'è stato nulla da fare. A niente è servita la mobilitazione politica e istituzionale promossa da un anno a questa parte dalla Provincia, che pure aveva ottenuto il parere positivo del Tar del Lazio. Quello di Matteoli, sollecitato più volte dalle istituzioni abruzzesi, è rimasto niente più che un auspicio, una timida promessa che alla prova dei fatti è crollata, davanti alla definitiva decisione del Governo di fare cassa. L'unico risultato è stato quello di posticipare di sei mesi l'introduzione del ticket, cosa che il ministro aveva anticipato al presidente della Provincia Guerino Testa, al suo collega di Chieti Enrico Di Giuseppantonio e alle Camere di Commercio di Pescara e Chieti. Alla fine, dunque, l'asse attrezzato, che ha caratteristiche completamente diverse, è stato equiparato ai veri raccordi e bretelle autostradali come Grande raccordo anulare, Roma-Fiumicino, Salerno-Reggio Calabria, diramazione di Catania della A18, tangenziale ovest di Catania, A19 Palermo-Catania, raccordo Salerno-Avellino, Siena-Firenze, Bettolle-Perugia, Ferrara-Porto Garibaldi, raccordo di Benevento, Torino-Caselle, raccordo Ascoli-Porto d'Ascoli, raccordo A4-Trieste-Fernetti e raccordo Sicignano-Potenza. Sarà un caso, ma il "niet" del leghista Castelli colpisce tutte strade che si trovano al Centro e al Sud, con due sole eccezioni. I segretari Pd di Pescara e Chiesti, Stefano Casciano ed Enrico Iacobitti, annunciano che il partito «scenderà in campo con iniziative estreme per impedire il pedaggio dell'Asse Attrezzato. Se sarà necessario arriveremo a bloccare i lavori, a impedire l'accesso all'asse agli automobilisti, coinvolgeremo tutti i sindaci dei Comuni della regione per una maximobilitazione cittadina». Il senatore Giovanni Legnini. «Siamo pronti a riproporre la declassificazione dell'Asse Attrezzato Pescara-Chieti per scongiurare l'introduzione del pedaggio. È ancora possibile una battaglia comune». Un giudizio del tutto negativo arriva pure dalla Cna Abruzzo: «Un balzello in piena regola, - sostiene il presidente Italo Lupo -, che colpisce duramente i pendolari e il mondo delle imprese, con aggravi di costi sui trasporti e sul costo delle merci. Le associazioni che rappresentano le attività produttive e i sindacati dei lavoratori devono serrare le fila per dar vita a una protesta più efficace e visibile». Il presidente Guerino testa precisa che «la Provincia di Pescara non ha affatto cambiato idea in merito al pedaggiamento dell'asse attrezzato. Si tratta di un ingiustificato balzello. La battaglia dunque va avanti esattamente con lo spirito dei mesi scorsi e dello scorso anno quando siamo riusciti a bloccare l'aumento del pedaggio autostradale presentando un ricorso al Tar del Lazio, che ci ha dato ragione. Se il Governo non cambia idea non lo facciamo anche noi. Laddove necessario e possibile adiremo di nuovo le vie legali».