ROMA - Presidente Polverini, dopo il trasloco dei ministeri arriva il pedaggio sul Grande raccordo anulare. Il governo ha il dente avvelenato con Roma?
«Beh, devo dire che sembra che ci sia davvero una sorta di accanimento terapeutico. Prima la vicenda dei ministeri e ora i leghisti persistono con questo atteggiamento persecutorio che tende a dividere il Paese. Qui si lanciano balzelli cui i cittadini romani non possono essere sottoposti. Ma credo che la Lega faccia anche un errore di tempismo nel lanciare questa nuova offensiva».
Errore di tempismo?
«Sì, non dimentichiamo che si deve attuare il federalismo, forse una delle riforme più importanti dal Dopoguerra. Ma questi atteggiamenti di sicuro non aiutano. Noi in conferenza delle Regioni abbiamo offerto una grandissima disponibilità: abbiamo dialogato e ragionato con Calderoli, siamo riusciti a trovare una mediazione utile a tutti. I continui attacchi alla Capitale vanno nella direzione opposta».
Sta dicendo che per tutta risposta potreste bloccare l'applicazione del federalismo?
«Di fronte a un comportamento scorretto e ostile si reagisce. Così non si va da nessuna parte: se cominciamo a percepire il federalismo come qualcosa che divide, non potremo accettarlo. Vorrei ricordare che ci sono molti deputati e senatori eletti nella nostra Regione che evidentemente dovranno dare voce alle istanze dei romani e dei pendolari del Lazio. Difenderemo i nostri territori come i leghisti fanno con i loro. Saremo duri con loro come loro sono duri con noi».
Occhio per occhio, dente per dente?
«Beh, insomma, non mi sembra che l'atteggiamento di responsabilità e di garbo tenuto finora ci abbia preservato dagli assalti della Lega. Anche nella vicenda dei ministeri c'è stato un linguaggio degli esponenti del Carroccio andato ben oltre le righe».
E ora siamo alle tasse padane su Roma?
«Purtroppo sì. C'è chi continua a guardare alla Capitale come il luogo dove recuperare risorse per fronteggiare il debito pubblico. Ma ciò è totalmente sbagliato. Sono stanca di questi ragionamenti che guardano ai romani e alla gente del Centro-Sud come approfittatori del lavoro del Nord. Non è così, il Lazio è tra le Regioni che produce di più e che paga più tasse».
Alemanno aveva detto che in caso di pedaggio avrebbe sfondato il casello con l'auto. Lei?
«No, ho paura di farmi male. Comunque quella del sindaco era una battuta. Ma ci faremo sentire, siamo pronti a mettere in campo azioni di forza e forme di disobbedienza civile. In più siamo prontissimi a scendere in piazza per manifestare contro questo balzello e difendere i nostri cittadini».
«Disobbedienza civile» significa, nessuno paghi il pedaggio?
«Esatto. Ma prima di arrivare a questo possiamo mettere in campo altre azioni di persuasione».
Come un coordinamento bipartisan di tutte le istituzioni regionali?
«Presto mi vedrò con Alemanno e Zingaretti. E dovremo incontrare insieme i presidenti delle altre Province del Lazio. In più, dicevo, c'è un folto gruppo di parlamentari laziali che si faranno sentire in Parlamento. Il Gra è utilizzato non solo dai romani, ma da tutti i residenti della Regione. Dunque tutti ci debbono aiutare in questa battaglia per difendere il potere d'acquisto dei cittadini laziali. Tanto più che noi un'alternativa al governo l'avevamo data: il pedaggio serve per la manutenzione del Gra? Bene, abbiamo detto che la Regione è disponibile a farsene carico. E rinnovo questo impegno anche se è molto gravoso e rappresenterebbe l'esborso di tanti e tanti soldi».
Ma il Gra è gestito dall'Anas.
«La formula giuridica per il nostro intervento si può trovare. L'Italia è un Paese in cui si trovano soluzioni giuridico-legislative per tutto e per tutti. Il governo dovrà ascoltarci».
Forse dimentica che l'esecutivo si regge sull'asse Bossi-Berlusconi?
«Non lo dimentico, so che il rapporto tra i due è importante. Ma dopo gli ultimi risultati elettorali, tutti dovrebbero aprire gli occhi: l'asse con Bossi non ha pagato, il Pdl dovrebbe comprenderlo. La gente si aspetta risposte su cose concrete, non propaganda leghista. Comincia a diventare pericoloso continuare a pensare che se si dice no alla Lega salta tutto, bisogna uscire da questa sorta di sudditanza psicologica. E' ora di dire basta».
Sta dicendo al premier di ricordare di aver perso al Nord e di aver invece retto al Centro-Sud?
«Assolutamente sì. Noi siamo il suo serbatoio elettorale. Il Lazio ha un ruolo molto importante per poter vincere le elezioni del 2013. E nel Lazio il Pdl all'ultima tornata amministrativa è andato meglio che altrove».
Lei in ottobre imboccò Bossi in piazza. Pentita?
«Non mi pento mai di ciò che faccio e quel pranzo serviva come atto di riconciliazione tra il Nord e Roma. Mi sento però tradita sul piano dei rapporti personali».
Alemanno: porteremo la protesta in piazza
ROMA «Continuerò a guidare la protesta contro qualsiasi ipotesi di questo genere. Non possiamo avere il pedaggio sul Gra perché non è una strada di collegamento esterno ma interno a Roma e quindi non può essere sottoposto a pedaggio e mi faccio garante di una protesta che deve essere trasversale e deve coinvolgere tutti». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ribadisce il netto no del Campidoglio sulla querelle pedaggi. «C'è un impegno serio - ha aggiunto Alemanno - lo articoleremo nelle prossime giornate e lo porteremo in parlamento e nelle piazze. Questa cosa non deve assolutamente passare». Il sindaco di Roma, per sottolineare la convinzione con la quale porta avanti la battaglia, ha rilanciato la minaccia di mesi fa: quella di sfondare i caselli con la propria auto, nel caso venissero installati.
Intanto l'onorevole Tino Iannuzzi, deputato del Partito Democratico, è il primo firmatario di una risoluzione sottoscritta dall'intero gruppo Pd in Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera, per vincolare il governo a scelte chiare e definitive sulla vicenda dell'introduzione dei nuovi pedaggi. La risoluzione fissa criteri per stabilire nell'emanando Decreto della Presidenza del Consiglio i raccordi stradali e le autostrade da pedaggiare, escludendo di fatto una serie di tratte, tra cui Autostrada Salerno-Reggio Calabria, e il Gra, oltre al raccordo Salerno-Avellino, il raccordo di Benevento, il raccordo Sicignano-Potenza.