ROMA A maggio torna a salire la cassa integrazione: oltre il 12% rispetto al mese di aprile, che vuol dire più di 103 milioni di ore autorizzate. Secondo la Cgil il numero dei lavoratori in parcheggio ora supera il mezzo milione ; per la Uil, la cig ne coinvolgerebbe oltre seicentomila. La Cisl conferma la percentuale di aumento di maggio rispetto ad aprile, ma fa anche notare che c'è un calo dell'11% rispetto al maggio del 2010.
A giudizio della Cgil i riflessi sulle buste paga sono pesanti: dall'inizio dell'anno il taglio dei salari è di circa 1 miliardo e 650 milioni, pari a 3.300 euro in meno per ogni singolo lavoratore. Lo studio della confederazione di corso d'Italia sottolinea come nel totale del monte ore l'incidenza della straordinaria e di quella in deroga tocchi l'80% relegando così ad un 20% l'utilizzo dello strumento ordinario. Un dato che il segretario confederale, Vincenzo Scudiere, legge come «una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa». Dei 500mila lavoratori in cig, infatti, 384mila sono colpiti dalla cassa stroardinaria e da quella in deroga. Un'ulteriore conferma di questa «strutturale incidenza della crisi» si ritrova nelle causali di cassa integrazione straordinaria (cigs). Si registra, infatti, una sostenuta tendenza all'aumento delle aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs: da inizio anno sono stati 3.277 con una crescita sui primi cinque mesi del 2010 del +11,54% e riguardano 4.858 unità aziendali territoriali (+17,47%).
L'analisi territoriale svolta dalla Uil - evidenzia il segretario confederale Guglielmo Loy - vede 2 regioni del Sud in testa in questa classifica negativa sull'aumento delle ore di cassa integrazione tra un mese e l'altro: Basilicata con +268% e Calabria con +236%. Forti disagi anche nel Centro-Italia (Marche +111% e Lazio +106%). Nell'area industriale più sviluppata, calano le ore richieste, come in Lombardia (-18%) a fronte, però, di una consistente crescita in Friuli (+95%), Bolzano (+69%), Veneto (+55%) ed Emilia Romagna (+24%). In valori assoluti, la regione più «cassaintegrata» risulta il Piemonte con oltre 22 milioni di ore autorizzate.