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Data: 13/06/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Referendum - Ottima l'affluenza alle ore 22. Per gli esperti quorum raggiungibile. Le regioni in cui si è votato di più: Emilia Romagna (49,1%), Toscana (47,9%), Trentino-Alto Adige (45,5%). Quelle in cui si è votato di meno: Calabria (33,2%), Campania (34,8%), Puglia (35,7%). L'Abruzzo di poco sotto la media nazionale

La prima giornata di voto per i quattro referendum si conclude con percentuali di votanti tra il 41,1 e il 41,2%. Basterà un'affluenza intorno al 53,5% per rendere ininfluente il voto all'estero. Giovedì il ricorso in Cassazione. Bassi i votanti al Sud, Napoli al 33%

Ottima l'affluenza alle ore 22 Per gli esperti quorum raggiungibile Giorgio Napolitano al voto

ROMA - Per i sondaggisti, la soglia da superare era quella del 40% alle ore 22. Considerati i precedenti, i confronti e le tendenze emerse dai referendum e dalle recenti tornate elettorali, c'è quindi la concreta possibilità che sia raggiunto il quorum della metà più uno degli elettori per i quattro referendum sull'acqua (2), il nucleare e il legittimo impedimento. Se alle 12 l'affluenza era stata alta (11,64%), alle 19 è stata superiore al 29 per cento, con il 41% (41,1/41,2%) superato alle 22. Il numero "magico" è 25.209.345 persone alle urne entro le 15 di oggi.

IL CONFRONTO CON I PRECEDENTI REFERENDUM 1

Dato positivo, si diceva, per diverse ragioni. L'analisi dei flussi delle precedenti consultazioni referendarie dice che quando si è raggiunto il 10% al primo rilevamento, il quorum è poi stato ottenuto e, in diversi casi, anche di molto. Normalmente, il lunedì va a votare circa il 15/20 per cento dell'elettorato (il dato si ripete anche alle elezioni amministrative e politiche). Ma vanno considerati altri due aspetti.

Visto il carattere della consultazione, è probabile che al voto siano andati di domenica gli elettori più motivati e politicizzati, era stato questo l'invito dei partiti. D'altra parte, l'alta affluenza dovrebbe portare gli indecisi al voto nella
giornata di lunedì.

Altro fattore, il voto degli italiani all'estero, il cui numero totale (3.300.496) corrisponde al 6,5% totale dell'elettorato. Giovedì l'ufficio centrale della Cassazione si esprimerà sui ricorsi presentati. 2Viste le evidenti irregolarità nel voto (schede e quesiti diversi) i ricorrenti chiedono che il numero degli italiani all'estero non venga conteggiato per il quorum.

Tirate le somme, anche se l'anomalia di questa consultazione, diventata nei fatti anche politica, rende impossibile qualunque tipo di previsione certa sull'affluenza finale, se si manterrà il trend attuale, il quorum potrebbe essere raggiunto. E, molto probabilmente, gli elettori residenti all'estero potrebbe diventare ininfluenti. Vediamo perché.

1) Il trend attuale porta a una "proiezione" intorno o superiore al 55%;

2) Il 55% degli elettori italiani è più che sufficiente per rendere ininfluente il voto all'estero. Infatti, il 55% dei 47.118.352 elettori "italiani" corrisponde a 25.915.094, cifra superiore al "numero magico" (la metà più uno degli aventi diritto) che è pari a 25.209.345. A questo punto, anche se nessuno dei 3.300.496 elettori residenti all'estero andasse a votare, i referendum sarebbero validi.

3) A dirla tutta perché i referendum siano validi "basterebbe" che andasse a votare il 53,5% degli elettori "italiani" che corrispondono ai famosi 25.209.345 votanti del "numero magico" (50% più uno).

Regioni, province e comuni, alle 22. L'affluenza alle urne si è differenziata per regioni. Alta nel centro-nord, più bassa al Sud. Tra le Regioni, si è votato molto in Emilia Romagna (49,1%), Toscana (47,9%), Trentino-Alto Adige (45,5%), Valle d'Aosta (44,7), Marche (44,2%). La Lombardia è al 41,5%, il Piemonte al 43,9%, il Lazio al 42,9%. Sotto la media: Calabria (33,2%), Campania (34,8%), Puglia (35,7%), Sicilia (36,6%), Basilicata (37,2%), le regioni in cui si è votato di meno.

Tra le province è in testa Reggio Emilia (54,6%), seguita da Firenze (52,7%), Bologna (52,7%), Modena (51,2%), Siena (50,7%), Livorno (50,6%), Pisa (49,1%) e ancora Trento , Forlì-Cesena e Ravenna tutte e 3 sopra il 48%.

Tra i comuni superiori ai 15mila abitanti l'affluenza più alta è a Castel Maggiore (Bologna) al 61%, seguito da Capo D'Orlando (Messina), dove si vota anche per il ballottaggio delle comunali, al 59,4%, Correggio (Reggio Emilia) al 59,4%, Sesto Fiorentino, Pontassieve, Scandiano, Civezzano, Zola Predosa, Certaldo, Casalecchio di Reno.

A Milano comune ha votato il 40,6%, a Torino il 45,7%, a Venezia il 45,8%, a Genova il 46,5%, a Roma il 46,2%, a Napoli il 33,3%, a Bari il 35,7%, a Catanzaro il 35,9%, a Palermo il 35%, a Cagliari il 38,9%.

Quorum già raggiunto in 6 comuni capoluogo (Reggio Emilia, Livorno, Modena, Bologna, Trento, Firenze), sfiorato a Cuneo e Pisa con il 49,9%. Superato il quorum anche in 70 comuni superiori ai 15 mila abitanti ed in 529 comuni inferiori ai 15mila abitanti. La massima affluenza si è registrata nel comune di Montegrosso Pian Latte (Imperia) : 71,6%.

Le province in cui si è votato di meno sono Crotone (28,6%), Vibo Valentia (30,7%), Foggia (31,8%), Reggio Calabria (32%), Trapani (32,8%), Caserta (33,1%), seguite da Olbia-Tempio, Caltanissetta, Benevento, Barletta-Andria-Trani e Sondrio, unica provincia del nord.

I comuni capoluogo con la più bassa affluenza sono Crotone (29,8%), Catania (30,4%), Trapani (30,8%), Vibo Valentia (31%), Napoli (33,3%), Reggio Calabria (33,7%).

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