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Pescara, 14/04/2026
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Data: 14/06/2011
Testata giornalistica: Rassegna.it
Referendum - 12-13 giugno. I referendum trionfano. Netta vittoria del sì: i cittadini bocciano privatizzazione dell'acqua, centrali nucleari e legittimo impedimento (L'affluenza in Italia: seleziona la tua regione)

C'è il quorum, i quattro referendum abrogativi sono validi. Il quorum è stato ufficialmente raggiunto per tutti i quesiti: si è espresso un numero di votanti pari al 50% più uno degli elettori. L'affluenza alle urne si attesta al 57%, un risultato che rende ininfluente il numero dei votanti all'estero. E' quanto si apprende oggi (13 giugno) dal sito del ministero dell'Interno.

I cittadini esprimono un giudizio netto: viene bocciata la privatizzazione dell'acqua, la costruzione delle centrali nucleari e la legge sul legittimo impedimento. Una mobilitazione di massa, che già ieri sera (12 giugno) aveva segnato il superamento del 41% di affluenza. Dalle 22 si è dunque capito che il quorum era vicino.

Affluenza definitiva: il 57% degli elettori italiani è andato alle urne per rispondere ai quattro quesiti . Lo dicono i dati definitivi trasmessi dal Viminale riferiti ai 8.092 comuni italiani.

Le percentuali per i diversi quesiti sono pressoché identiche: per l'acqua pubblica ha votato infatti il 57,02% mentre sull'energia nucleare i votanti sono stati il 56,99% e per il legittimo impedimento il 56,98%. Non è stata ancora comunicata la percentuale di affluenza alle urne relativa alle 1.279 sezioni per gli
italiani all'estero.

Altro dato signifiticativo: il quorum è stato raggiunto in tutte le regioni italiane, senza eccezioni. Non mancano però le differenze: si va dal Trentino-Alto Adige con il 64,6% alla Calabria con il 50,4%.

Il sì ha stravinto su tutti i temi. Nel particolare, a scrutinio non ancora ultimato, il sì oscilla sempre tra il 94% e il 96% e abroga tutte le norme: privatizzazione dell'acqua sì al 95,7%, profitti sull'acqua 96,1%, energia nucleare 94,6% e legittimo impedimento 95%. Anche qui, dunque, risultato omogeneo e compatto.

Si tratta della seconda sconfitta del governo, dopo la batosta alle amministrative. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato l'astensione. Altri componenti della maggioranza avevano fatto lo stesso, augurandosi il fallimento dei quattro quesiti referendari. Per la seconda volta in pochi giorni i votanti hanno bocciato nettamente la linea dell'esecutivo.

"A seguito a una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovremo dire addio all'opzione delle centrali nucleari e concentrarci sulle energie rinnovabili". E' il primo commento del premier, rilasciato a consultazione ancora in corso, rompendo così il silenzio elettorale.

E ora arriva il momento della festa. I Verdi si ritrovano nel centro di Roma, a piazza del Pantheon, per celebrare la vittoria. Ma la gioia è condivisa da tutte le associazioni e partiti del centrosinistra, per primi i Comitati per l'acqua bene comune che hanno promosso il quesito sulle risorse idriche.

Nel corso della mattinata, è scoppiata la polemica sull'intervento di Maroni. Il ministro dell'Interno, infatti, a urne aperte ha detto che il quorum è stato raggiunto. "La proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno - queste le sue parole - rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungerà il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero".

Secondo le organizzazioni, però, è un espediente per bloccare il flusso dei voti. "L'annuncio del ministro Maroni è fuori luogo", ha risposto il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "A questo punto - ha aggiunto - il Viminale renda noti i dati ufficiali delle 12.00. I cittadini in queste ultime ore devono essere ancora più motivati e continuare ad andare a votare. Non vogliamo che in queste ore ci sia alcun tentativo di demotivazione".

L'Italia dei valori attacca duramente il premier per la rottura del silenzio elettorale. Così il presidente dei deputati, Massimo Donadi: "E' gravissimo, intollerabile e inaccettabile che Berlusconi interrompa il silenzio elettorale con le sue valutazioni politiche. Parole che potrebbero influenzare la partecipazione elettorale degli italiani. Anche di questo si dovrà iniziare a discutere da domani".

"È la vittoria della ragione". Lo afferma Antonio Filippi, responsabile energia della Cgil nazionale. "Con questo voto - spiega il sindacalista - gli elettori hanno sancito che l'Italia è un Paese moderno che non vuole tornare indietro, che guarda con fiducia al futuro nel rispetto dei beni comuni come l'acqua, che non deve essere mercificata, con l'energia pulita e rinnovabile evitando definitivamente la sciagura nucleare che il governo voleva imporre. Un referendum che ha affermato anche un altro concetto fondamentale: in uno Stato di Diritto, i cittadini di fronte alla legge devono veramente essere tutti uguali".

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