PESCARA - L'Abruzzo risponde con forza all'appello dei comitati per i referendum e va oltre il dato nazionale medio della percentuale dei votanti (57%) con un robusto 57,5%. E' Chieti la provincia con la maggior parte degli aventi diritto al voto ad essersi recata ai seggi (59,8%), seguita da Teramo (57,9%), Pescara (57,2%) e L'Aquila (54,2%). La percentuale dei sì ai quattro quesiti referendari si è attestata sul 96,3% (numero 1-servizi pubblici locali), 96,9% (numero 2-tariffa del servizio idrico), 95,5% (nucleare), 95,4% (legittimo impedimento).
«Non sono andato a votare perchè c'è stata una forte strumentalizzazione, da un punto di vista politico, di questo referendum -così il governatore Gianni Chiodi- Ritengo che il referendum sia stato frutto di mistificazioni e che le questioni siano state trattate con superficialità. Non sono favorevole al nucleare, ma nel momento in cui decidiamo di farne a meno dobbiamo accettare la conseguenza inevitabile che tutto ci costerà di più in termini di bollette energetiche e che le nostre imprese saranno meno competitive di quelle francesi. Sulla gestione privata delle risorse idriche, lo stesso Bersani ha parlato della necessità della gestione concorrenziale tra pubblico e privato per quanto riguarda le risorse idriche. A me non piace avallare questi cambi d'opinione a seconda se si sta all'opposizione o in maggioranza, se fossimo in un Paese anglosassone questi comportamenti farebbero perdere credibilità».
Camillo D'Alessandro, capogruppo Pd alla Regione: «Chiodi non è andato a votare? Gli abruzzesi sì, e anche in tanti. Chiodi non rappresenta gli abruzzesi, ormai è un corpo estraneo». Il segretario regionale Pd, Silvio Paolucci: «La partecipazione al voto degli abruzzesi è straordinaria e dimostra quanta voglia di cambiamento ci sia in questa regione. In ossequio a Berlusconi, che deve dimettersi, Chiodi si era rifiutato di dire no al nucleare in Consiglio regionale: la sua linea è stata sonoramente bocciata dagli abruzzesi. Ora è il momento di festeggiare ma la battaglia per il cambiamento continua: il centrodestra, seppure in crisi, è capace di colpi di coda pericolosi perché disperati». Gianni Melilla, coordinatore regionale di sel: «Il risultato va al di là di ogni rosea previsione e chiama le forze ambientaliste , culturali e politiche che hanno promosso e sostenuto i referendum fin dall'inizio, ad una nuova grande responsabilità per unire al rifiuto delle politiche di Berlusconi una nuova proposta di governo dei beni comuni che unisca tutte le forze del centrosinistra e costruisca una vera alternativa per l'Italia e per l'Abruzzo». Alfonso Mascitelli, segretario regionale IdV: «Anche se nella raccolta delle firme siamo stati lasciati soli dagli altri partiti, questa è una vittoria di tutti, in modo particolare dei tanti che si sono raccolti intorno ai comitati». Walter Caporale, capogruppo regionale Verdi: «Ora un referendum regionale sulle estrazioni petrolio».
Antonio Sangiuliano, Legambiente Abruzzo: «Una valanga di sì. Ora occorre lavorare dal basso per una nuova e coraggiosa politica in grado di governare la rivoluzione energetica già in atto». Mimì D'Aurora, segreteria regionale Cgil: «Con la vittoria dei sì vince la democrazia. Ma è soprattutto il segnale di un nuovo snso civico, di una grande partecipazione, del fatto che non si può decidere ignorando la volontà dei cittadini».