MILANO - Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, ha pochi dubbi: «E' stato un dispetto a Berlusconi».
Anche lei, come Zaia, ha votato?
«No, però non mi stupisce che ci sia andata tanta gente».
Anche di centrodestra.
«Gli elettori sono maturi, hanno autonomia di giudizio, hanno dato il loro parere sui quesiti proposti».
Quindi, nessun segnale politico?
«Come no? Molti me lo hanno detto esplicitamente: sono andati a votare per fare un dispetto a Berlusconi».
Sono insoddisfatti del governo?
«Da una parte vedono che le cose che contano, come il calo delle tasse, non si fanno; dall'altra sentono parole inutili, e assistono a battaglie che non interessano come il legittimo impedimento».
Anche la Lega rischia di essere trascinata verso il basso?
«La Lega è stata la prima a lanciare l'allarme già durante la campagna elettorale per le amministrative: o si affrontano i problemi concreti che interessano alla gente, o si perde».
Sul referendum, però, è andata a sbattere da sola invitando al non voto.
«Bossi ha fatto bene a lasciare libertà di coscienza. Soprattutto sul nucleare non si poteva assecondare un'onda emotiva».
L'impressione è che Bossi non sia più in grado di captare gli umori del suo popolo.
«Non credo. E' stato proprio lui a dire per primo che Berlusconi stava rischiando. I fatti gli danno ragione».
Adesso tutti guardano a Pontida come a un momento decisivo, ma è ipotizzabile che la Lega molli il Cavaliere nei prossimi mesi?
«Penso che adesso la Lega dia un tempo definito al premier per realizzare alcune cose chiare: riforma fiscale e ritiro dalla Libia prima di tutto. Se le cose verranno fatte in tempi brevi si andrà avanti, altrimenti non credo che si possa rimanere a lungo in questa situazione».