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Pescara, 14/04/2026
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Data: 14/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Marcegaglia chiama i sindacati «Incontriamoci per i contratti». La Uil disdetta il protocollo del 1993.

Damiano (Pd): serve un nuovo patto sociale La Fiat annuncia: utile netto di 300 milioni, con Chrysler produrremo 6 milioni di auto

ROMA. Emma Marcegaglia stringe i tempi per tentare di mantenere la Fiat tra gli associati di Confindustria riscrivendo le regole delle relazioni industriali. Ieri la leader degli industriali ha annunciato di aver inviato una lettera ai sindacati per chiedere un incontro da tenersi entro una settimana sul tema dei contratti. Argomento considerato centrale proprio dal Lingotto che, oltre ai contratti in deroga di Pomigliano e Mirafiori ne vuole uno «ad personam» per il settore dell'auto. «Io voglio proporre - spiega la Marcegaglia - che se un'impresa sigla un accordo con la maggioranza dei lavoratori, questo deve valere per tutti. Non esiste che il giorno dopo si alza e si mette tutto in discussione».
La prima risposta arriva dal segretario della Uil, Luigi Angeletti, che ieri ha inviato a Palazzo Chigi, al ministero del Lavoro e a tutte le altre parti sociali, una lettera nella quale si preannuncia la disdetta dell'accordo unitario interconfederale del 1993 su contrattazione, politica dei redditi e rappresentanza. Dopo lo sviluppo della linea dell'ad della Fiat Marchionne con gli accordi separati e in deroga ai quali si sono aggiunte le proposte di intervento legislativo per dare maggiore valore ai contratti aziendali rispetto a quelli nazionali, ora anche la Confindustria si muove. L'obiettivo è dare un colpo decisivo vo a un'idea di rapporti industriali durata decenni e già fortemente lesionata dall'intesa separata del 2009. Marcegaglia precisa però di non essere «per la sparizione dei contratti nazionali» ma di voler «rafforzare sempre più i contratti aziendali».
Il ministro Sacconi auspica sull'argomento «un accordo tra le parti sociali per lo sviluppo di relazioni industriali di prossimità» che presuppone una collaborazione stretta tra aziende e sindacati. Sacconi riconosce che proprio la Marcegaglia «ha saputo fare quello che prima non era mai stato fatto, il cambiamento del modello contrattuale». Con meno enfasi, il deputato del Pd ed ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ritiene «urgente un nuovo patto sociale che ripristini le regole del gioco nelle relazioni industriali». Perché, spiega il parlamentare dell'opposizione, «il venir meno del protocollo già profondamente lacerato dagli accordi Fiat pone il tema del modello contrattuale e della rappresentanza in una terra di nessuno che va rapidamente abbandonata».
Intanto la Fiat conferma per quest'anno il target di utile netto di 300 milioni di euro e di un utile della gestione ordinaria tra lo 0,9 e 1,2 miliardi di euro. Il gruppo conferma anche l'obiettivo di vendere con Chrysler 6 milioni di auto nel 2014.

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