Il patto del casello in funzione antileghista non è stato ancora formalizzato. Ma la base è solida: no ai pedaggi sul grande raccordo anulare e sulla Roma-Fiumicino, e guai a chi pensa di spostare dalla Capitale i ministeri. Due temi cari al Carroccio, due temi su cui il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e la presidente della Regione Lazio Renata Polverini sono pronti a correre alle armi. E sarà «un'unica battaglia, che cercheremo di combattere insieme». Parola della governatrice, che giorni fa ha chiamato a raccolta i due colleghi amministratori. Ieri tra i palazzi del potere laziale ci sono già stati i primi contatti telefonici, preludio di un incontro a tre atteso già nei prossimi giorni. E che potrebbe chiudersi con una presa di posizione forte, innanzitutto politica.
Ieri lo ha ribadito il sindaco: «Stiamo studiando - ha detto Alemanno - una serie di interventi che devono essere prima di tutto politici: dobbiamo richiamare il Pdl a un impegno costante in Parlamento per non far passare le due proposte». L'obiettivo? «Dobbiamo garantire un progetto complessivo che garantisca i diritti della Capitale, partendo dal centrodestra e aperto a tutti: tutto il Pdl deve garantire che il Governo continui a essere amico di Roma». L'iniziativa trasversale piace anche a Zingaretti: «Mi sembra un'idea felice - ha detto - e siamo totalmente disponibili. La collaborazione istituzionale è giusta e necessaria e può costituire un valore aggiunto. Il governo Berlusconi deve cambiare idea e tutti coloro che daranno una mano per raggiungere questo obiettivo sono i benvenuti».
Come si muoveranno i tre amministratori? Al di là delle azioni politiche, resta in piedi l'idea, lanciata da Renata Polverini, cioè la regionalizzazione del raccordo, o quantomeno «la presa in carico della manutenzione». Senza contare quelle azioni di disobbedienza civile che ricorrono nel dibattito politico, e che in realtà nessuno smentisce.