Condannato Anello. Trifuoggi: «Confermata comunque la validità del nostro impianto»
PESCARA - Nel processo per lo scandalo della sanità arrivano le prime, vere decisioni con i riti abbreviati. Assoluzione piena per l'ex governatore Giovanni Pace e per l'ex vice presidente della Fira Vincenzo Trozzi, e condanna, anche pesante, per l'avvocato Pietro Anello: per lui quattro anni di reclusione con la riduzione per il rito, oltre ad un consistente risarcimento danni per le parti civili pari a un milione e 250mila euro.
La prima decisione con i riti abbreviato del mega processo ad Ottaviano Del Turco e gli altri (la posizione dei tre era stata stralciata dopo le loro richieste di essere giudicati con i riti alternativi), è arrivata alle 16 di ieri, quando il Gup Angelo Zaccagnini ha letto la sentenza. Pace assolto con la formula piena dall'accusa di concussione, e per non aver commesso il fatto dall'associazione per delinquere e l'abuso d'ufficio. L'ex governatore non ha saputo trattenere la sua gioia e si è subito abbracciato con il suo avvocato, Massimo Cirulli, e con l'ex genero Trozzi. «E' la fine di un incubo -ha detto a caldo Giovanni Pace- Non poteva che finire così. Credo di aver dimostrato anche in questa difficile situazione il mio senso per la giustizia». Gelo, invece, fra i magistrati della pubblica accusa, il procuratore Nicola Trifuoggi e i sostituti Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, che qualche dubbio lo avevano forse avuto per la posizione di Pace, ma molto pochi per quella di Trozzi per il quale, come abbiamo avuto modo di spiegare in altre occasioni, ha pesato l'assoluzione rimediata qualche giorno fa nel processo Fira, legato a filo doppio a quello della sanità. «All'esito di questo rito abbreviato -ha commentato Trifuoggi- verificheremo le motivazioni del giudice e valuteremo se proporre o meno impugnazione, ma la condanna di Anello è la conferma della validità dell'impianto accusatorio che si fonda, lo ricordo, anche sulle dichiarazioni di Vincenzo Angelini che questa sentenza non mette comunque minimamente in discussione. Si sono valutate le posizioni personali di Pace e Trozzi in relazione all'associazione per delinquere, ma è proprio la condanna di Anello che conferma la validità delle accuse». Come dire, se nell'associazione ci sono otto invece di dieci persone, non cambia nulla.
Per l'avvocato Anello è stata una sentenza durissima. Oltre ai quattro anni di reclusione (di cui tre condonati per legge) il Gup ha decretato l'interdizione dalla professione per un anno e dai pubblici uffici per cinque, e il risarcimento alle parti civili. Dovrà versare in totale un milione e 250mila euro alle cinque parti civili: vale a dire 250mila euro a testa a Regione Abruzzo, Asl di L'Aquila-Avezzano-Sulmona, Asl di Chieti-Lanciano-Vasto, Asl di Pescara e Asl di Teramo. Non solo, ma lo ha condannato ad una provvisionale, «immediatamente esecutiva», di 250mila euro. Per lui le accuse erano di associazione per delinquere, abuso d'ufficio e truffa aggravata. Avrebbe intascato 250 mila euro da Angelini per ottenere una perizia favorevole: all'epoca Anello si occupava, per conto della Fira, degli aspetti tecnico-giuridici inerenti la prima cartolarizzazione. Intanto il vice coordinatore regionale Pdl, Fabrizio Di Stefano, plaude all'assoluzione di Pace: «Finalmente fatta luce sul buon operato dell'amico Pace, sono sempre stato certo della sua integrità etica e morale». E Silvio Paolucci, segretario regionale Pd: «Siamo stati garantisti per tutta la durata delle inchieste, e lo restiamo adesso con le prime sentenze. Accogliamo positivamente il giudizio imparziale del tribunale di Pescara sull'ex presidente Pace che a nostro avviso non attenua le responsabilità politiche del centrodestra, che con la sua gestione negli anni 2000-2005 ha creato una voragine nei conti pubblici abruzzesi e costruito rapporti malati con la sanità privata Attendiamo con fiducia un giudizio equo sull'intera vicenda giudiziaria della sanità».