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Pescara, 22/08/2019
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Data: 15/06/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Addio francese ai bus di Genova. Ratp esce dall'azionariato. La gestione ritorna al Comune. Il gruppo di Parigi fuori dal cda, dismetterà la quota del 41% in Amt alla fine del 2011

GENOVA È durato solo cento giorni il matrimonio fra i francesi di Ratp e il Comune di Genova per la gestione dell'Amt, l'azienda di trasporto pubblico locale del capoluogo ligure. Ieri, Francois Dernoncourt, il manager che aveva preso in mano le redini di Amt, ha lasciato la carica di amministratore delegato a Paolo Cervetti. Insieme a Dernoncourt esce dal cda dell'azienda anche Bruno Lombardi, l'altro rappresentante del colosso francese. Amt è ora governata da una triade che è completa espressione dell'amministrazione comunale genovese e della quale fanno parte, oltre al nuovo amministratore delegato, il presidente, Ermanno Martinetto, e Anna Maria Cancellieri, ex commissario al Comune di Bologna e già prefetto del capoluogo ligure. Ratp continuerà, sino alla fine dell'anno, a far parte della compagine sociale di Amt in virtù della quota del 41% rilevata, all'inizio dello scorso marzo, dai connazionali di Transdev che, a loro volta, erano entrati nell'azienda genovese alla fine del 2005 in forza di un contratto della durata di sei anni, rinnovabile di altri tre. Ratp ha già provveduto a non esercitare l'opzione per prorogare il rapporto di un altro triennio e, nel gennaio del 2013, incasserà dall'amministrazione municipale i 22,6 milioni che Transdev aveva investito per l'acquisizione dal Comune della quota del 41%. Rilevando la filiale italiana di Transdev, il gruppo parigino è entrato, oltre che in Amt, anche in Dolomiti bus e, potendo già poggiare su alcune reti di trasporto locale in Toscana e a Modena, era diventato il primo operatore straniero del settore in Italia. Ma la profonda crisi che ha investito il trasporto pubblico locale nel capoluogo ligure, sul quale orbitano poco meno di 160 milioni di passeggeri all'anno, ha ben presto reso problematico il dialogo fra il partner pubblico e quello privato. Amt ha dovuto tagliare di 1,5 milioni i chilometri annui coperti dal servizio, scendendo da 28 a 26,5 milioni. Il bilancio 2010 ha chiuso con una perdita di 6,5 milioni su ricavi da traffico (biglietti e abbonamenti) di 53 milioni. Nei giorni scorsi, una tribolata intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali ha fatto scattare il disco verde a un piano di riorganizzazione che, a fronte di un ridimensionamento del servizio, prevede prepensionamenti per circa 220 addetti su un organico di 2.450 unità. Ma l'accordo è già finito nel mirino della Regione Liguria, che ha accusato i firmatari dell'intesa (Comune, Amt e sindacati) di aver assunto impegni di natura economica a carico dell'amministrazione regionale senza che quest'ultima sia stata minimamente coinvolta nella trattativa. Tanto che il governatore ligure, Claudio Burlando, e l'assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco, non hanno riconosciuto la validità dell'intesa. La levata di scudi della Regione nei confronti del sindaco Marta Vincenzi e del vicesindaco e assessore alla mobilità, Paolo Pissarello, ha messo sul piede di guerra i sindacati.

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