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Pescara, 14/04/2026
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Data: 15/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensionati, vertenza Cgil in ballo 10mila euro a testa. Sgravi Irpef: 3600 casi a Pescara, 15 mila in Abruzzo (Guarda il video)

Recuperare quella zavorra fiscale ingiustamente versata sugli incentivi all'esodo dai lavoratori che tra il 1998 e il 2006 erano under 55. Con una vertenza-pilota, la Cgil di Pescara si schiera al fianco dei pensionati di oggi, lavoratori di ieri che a differenza delle colleghe-coetanee non avevano potuto beneficiare degli sgravi del 50% dell'Irpef sulla buonuscita anticipata. Una storia di discriminazione di genere, stavolta al contrario, come pure ha sentenziato tre anni fa l'Unione europea. Per recuperare il maltolto, la Cgil si attrezza a colpi di vertenze, alcune delle quali già vinte in primo grado. «Stiamo seguendo un centinaio di casi - spiega Daniela Liguori, responsabile ufficio vertenze Cgil -, ma a Pescara ne abbiamo stimati 3600, 15mila potrebbero essere i lavoratori coinvolti in Abruzzo». Il recupero fiscale è conteggiato in 10mila euro medi a testa. La vertenza potrebbe rigurdare tutti quei lavoratori-uomini di aziende private, Poste, banche, Telecom, Rai, Enel, che, dopo accordo sindacale, erano usciti con incentivo all'esodo tra il 1998 e il 2006. Ma che, avendo allora meno di 55 anni non avevavo potuto avere sgravi sull'Irpef; per le donne la soglia era invece di 50 anni. «La finanziaria del 1998 aveva introdotto lo sgravio del 50% dell'Irpef pagata sulle somme percepite a titolo di incentivo all'esodo: per le donne da 50 anni e per gli uomini da 55 anni û precisa Liguori -, con un'evidente disparità, come riconosciuto dalla Corte di Giustizia europea accogliendo i ricorsi con sentenza del 16 gennaio 2008, che l'Italia è stata costretta a recepire. Allora l'Agenzia delle Entrate aveva disposto una circolare in cui ordinava ai territori di pagare il dovuto a chi ne aveva fatto domanda. All'epoca nessuno». E arriva l'intoppo: le domande di rimborso si potevano fare entro 48 mesi, ossia entro 3 anni dall'accordo sindacale, pena la prescrizione. Così erano evidentemente fuori coloro che avevano avuto l'incentivo all'esodo prima del 2004. La Cgil di Pescara trova la strada per battersi, a colpi di vertenze. «Sosteniamo che i 48 mesi debbano ricorrere non da quando si è percepito l'incentivo, ma dalla sentenza della Corte europea, ossia dal 16 gennaio 2008 - dice Liguori -, quindi i termini per presentare le domande scadrebbero il 16 gennaio del 2012». Su questo cardine sono puntellati i ricorsi della Cgil davanti le commissioni tributarie provinciali, alcuni dei quali vinti in primo grado. «In provincia di Pescara, in primo grado, avevamo perso i primi due ricorsi, ma poi è cambiato l'orientamento e abbiamo vinto i 12 successivi - spiega ancora Liguori -, ora siamo in attesa delle sentenze in appello». Perché l'Agenzia dell'Entrata va avanti; ma neppure la Cgil molla. «Siamo pronti ad arrivare fino in Cassazione, affiancati dalla consulta nazionale della Cgil û avverte Liguori -; giuridicamente i lavoratori hanno ragione; non sarebbe giusto togliere un diritto ai più deboli solo perchè a livello nazionale i recuperi comporterebbero un esborso notevole». «Non si possono barattare i diritti dei lavoratori in nome della finanza pubblica, si pensi invece a tassare rendite e grandi patrimoni», dice Emilia Di Nicola, Cgil. Ma chi, cosa e come fare per la vertenza? «Possono farla gli uomini che hanno avuto inventivi all'esodo in un'eta compresa tra i 50 e i 55 anni nel periodo dal primo gennaio 1998 al 3 luglio 2006 o anche successivamente ma con accordo sindacale siglato entro tale data û precisa Liguori -; la documentazione necessaria da presentare all'ufficio vertenza è la busta paga con cui è stato erogato l'incentivo».

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