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Pescara, 14/04/2026
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Data: 16/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Nuovi orari, Roma sempre più lontana. Anticipato l'ultima partenza della sera perché l'utenza ha paura

C'è bassa frequentazione sul convoglio perché Tiburtina di notte è malfamata

AVEZZANO - Con il cambio dell'orario ferroviario di domenica scorsa 12 giugno, l'Abruzzo e la Marsica sono sempre più lontani dalla Capitale. Sulla linea Pescara - Roma, è stato modificato soltanto l'orario di due treni verso Roma in modo tale che, l'ultimo convoglio della sera, parte da Pescara centrale alle 17.45 e arriva a Roma Tiburtina alle 21.45, passando per Avezzano alle 19.40. Ciò significa che, per i 140 mila marsicani, dopo tale orario, non è più possibile andare a Roma in treno, fino alle 5 della mattina successiva. Da persone informate, si è saputo che questo treno, che porta il numero 2377, è stato anticipato perché faceva registrare una bassa frequentazione. In altri termini, giungendo a Roma Tiburtina qualche minuto dopo le 23, nessuno lo utilizzava perché a quell'ora, in quella stazione, dove sono in corso grossi lavori e con lunghi e tortuosi sottopassaggi poco frequentati, la gente ha paura. Allora Trenitalia, ha deciso di anticiparne la partenza dall'Abruzzo, rimanendo il fatto che da Pescara a Roma, 240 chilometri, il treno 2377, che effettua poche fermate perché espresso, impiega ben quattro ore e da Avezzano, 107 chilometri, oltre due ore. Si tratta di tempi biblici. L'altro orario modificato, riguarda il treno 12275, originario da Sulmona, anticipato di circa cinquanta minuti. Partiva alle 17,45, ad Avezzano alle 19,10, con arrivo a Roma Tiburtina alle 22,01. Oggi invece, parte da Sulmona alle 16,50, ad Avezzano alle 18,21 con arrivo a Roma Tiburtina alle 20,40.
Si tratta di tempi di percorrenza che non trovano nessuna giustificazione se si pensa che la tratta Roma - Milano, 630 chilometri, viene percorsa in tre ore e mezza; forse si sono allungati, rispetto a quando i treni venivano trainati dalle locomotive a vapore, cioè nel 1888, quando questa linea venne inaugurata. Quindi, anticipando i due treni, è stato penalizzato ancora una volta l'Abruzzo. Invece, il problema è un altro: perché i convogli abruzzesi non vengono più attestati a Roma Termini? Se il treno 2377, anziché giungere a Tiburtina, arrivasse a Termini, il problema dell'orario di arrivo non si porrebbe, poiché a quell'ora la stazione è frequentata e ben controllata dalle forze di polizia e inoltre, è in centro città. Oggi, soltanto un treno, il 2371, della mattina, va a Termini e non vi è neanche il corrispondente di ritorno in partenza dalla stessa stazione. Quindi, per tornare in Abruzzo, si parte soltanto da Tiburtina. Prima della realizzazione dell'alta velocità Milano - Napoli che passa per Tiburtina, quasi tutti i convogli che collegavano l'Abruzzo con Roma, erano attestati a Termini: stiamo parlando di fine anni Novanta. Poi, per non intralciare tali lavori, la linea ferroviaria dall'Abruzzo venne collegata esclusivamente con Tiburtina, con l'impegno però (ed a tal proposito crediamo siano stati sottoscritti anche degli accordi tra la Regione e Rete Ferroviaria Italiana) che, al termine dei lavori dell'Alta velocità, i nostri treni, almeno quelli più importanti, sarebbero tornati a Termini. Ciò non è avvenuto: come mai?
La Regione ha vigilato su tale questione di vitale importanza per la mobilità degli abruzzesi? Resta il fatto che l'assessore Giandonato Morra, sempre attento ai problemi del trasporto ferroviario (e non solo), dovrebbe riprendere il bandolo della matassa e capire perché, a esempio, tutti i treni provenienti da Napoli, Grosseto, Firenze che terminano la corsa a Roma, sono attestati a Termini, così come buona parte di quelli da Ancona, soprattutto nelle fasce orarie dei pendolari. Gli abruzzesi non vogliono essere considerati di serie inferiore agli altri.

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