PESCARA. Il contenzioso legale tra il Comune e il manager Massimo Caputi si arricchisce di altri particolari. «Il contenzioso aperto dal Comune nel 1992, in merito al progetto realizzato da quattro ingegneri per il recupero dell'ex Fea», ha spiegato il sindaco Luigi Albore Mascia, «si è chiuso nell'agosto del 2009 con una sentenza della Corte di Cassazione che, annullando le sentenze di primo e secondo grado, ha dato ragione al Comune stesso. In seguito a tale pronunciamento, l'ente ha già emesso un decreto ingiuntivo per recuperare le somme versate nel 1999, ossia 828mila euro, esattamente il triplo di quanto versato dodici anni fa, pari a 640milioni di vecchie lire, chiudendo una vicenda trascinata da vent'anni».
«Nel tentativo di temporeggiare», ha aggiunto il sindaco, «uno degli ingegneri ha ora notificato una causa ex novo chiedendo al Comune, addirittura, il versamento di altri 200mila euro quale parcella professionale, sempre per lo stesso progetto. Una richiesta che, però, già in primo e secondo grado era stata respinta dal tribunale, e che dunque non ha suscitato le preoccupazioni dell'ente».
La società che aveva presentato il progetto era la Proger, fondata da Caputi. La Proger aveva consegnato all'ente diversi progetti, tra cui il restauro dell'Aurum e la riqualificazione del lungomare Matteotti.