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Pescara, 14/04/2026
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Data: 17/06/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Comune e Amt, vent'anni di tagli e fallimenti. Le amministrazioni comunali hanno solo perseguito una politica di continua disincentivazione del trasporto pubblico

LA POLITICA di tagli al servizio ed aumenti delle tariffe a Genova non è certo una novità dovuta allediscutibili scelte economiche del ministro Tremonti. È almeno dagli anni '90 che le varie amministrazionihanno fatto chi più chi meno una politica di tagli al servizio e aumenti tariffari. Preoccupa che pochi si sianoposti il problema della disaffezione dei cittadini al trasporto pubblico e se non vi fossero strade diverse e piùintelligenti. Ma il Comune ha fatto questa analisi? Evidentemente non era un percorso brillante e lo dimostrala situazione di Amt che ha continuato a naufragare. E non è certo così in altre realtà italiane: a Milano eTorino hanno bilanci in attivo, non disavanzi di milioni di euro! In compenso la quantità di persone che sonopassate al mezzo privato è aumentata. Il punto è che a parte il caso di Corso Europa, nessuna delleamministrazioni ha fatto in modo serio interventi che servono per ridurre costi: corsie gialle funzionanti eaffidabili, semaforizzazione preferenziale per il mezzo pubblico, controllo della sosta selvaggia che ostacola imezzi pubblici, interventi urbanistici e commerciali che non incentivino l'uso dei mezzi privati, tuttiprovvedimenti che aumentando la velocità dei bus diminuiscono i costi di gestione e contemporaneamentepossono incrementare l'utenza.Non è solo un problema di finanziamento (diminuzione di risorse dallo stato e altrettanto negative scelte dellaRegione Liguria che non mette il trasporto pubblico tra le priorità); una causa sostanziale è decenni dipolitiche sbagliate che l'attuale amministrazione comunale non ha invertito. I tagli di oggi sono ancora piùdevastanti per quantità e modalità e vedono un'amministrazione ancora meno intenzionata a fare gli interventiper rendere il trasporto pubblico efficiente e quindi meno costoso per la collettività, vedi "piani della mobilità"in cui non ci si pone l'obiettivo di aumentare gli utenti del trasporto pubblico a scapito della motorizzazioneprivata! Tagli devastanti per quantità e modalità come nel servizio serale, guidati da un criterio indifferenziato,con importanti linee già ora notevolmente frequentate gestite con "bussini" da montagna, a causa diaccorpamenti forzosi tra linee. E le coincidenze (assolutamente fondamentali nel serale) non sono previste, adimostrazione di come non sia una razionalizzazione ma solo tagli, con certo ulteriore calo dell'utenza ancheper l'aumento dell'insicurezza. Ed è chiaro che a fronte di linee che non raggiungono più De Ferrari, il risultatosarà un centro città invaso ulteriormente da auto e moto conseguente ulteriore degrado della città. In quantoalla sempre citata difficoltà di far accettare interventi sul traffico privato, ricordiamo il referendum degli anni'80 in cui i cittadini genovesi approvarono con l'80% una progressiva riduzione del traffico privato in centro. Èstato tenuto in conto quel parere? Non ci sembra.Gli spazi di sosta per i mezzi privati sono stati ulteriormente aumentati, anche di recente, e spazi chedovrebbero essere gioielli, ad esempio Piazza Matteotti, perennemente invasi da auto. Evidente poi che siadifficile far accettare delle corsie gialle a fronte di ancora meno bus che vi transitano.

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