L'AQUILA È trascinata da una locomotiva «a quattro ruote» la ripresa dell'economia abruzzese: il comparto dei mezzi di trasporto, con in testa la Sevel di Atessa, leader nella produzione dei furgoni e veicoli commerciali, spinge verso l'alto i dati delle esportazioni di poco meno del 20% rispetto al 2009. Nel 2010 il settore mezzi di trasporto ha determinato da solo quasi l'80% dell'incremento complessivo dell'export (che comunque fa registrare livelli inferiori rispetto al passato), confermandosi il principale settore di specializzazione dell'industria abruzzese. È una delle tante sfumature emerse dall'istantanea scattata sull'economia abruzzese dalla Banca d'Italia nel suo rapporto annuale, dal quale emergono segnali di ripresa, anche se a macchia di leopardo, con preoccupanti zone sfocate nella parte relativa all'occupazione giovanile. Le grandi aziende e i settori tecnologicamente più avanzati hanno mostrato una migliore capacità di recupero; le piccole e medie imprese, in particolare quelle operanti nel «made in Italy», hanno continuato a risentire degli effetti della recessione. Nel mercato del lavoro si è arrestato il calo dell'occupazione. Il numero degli occupati è aumentato nei servizi diversi dal commercio mentre è ulteriormente diminuito nell'industria. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni, soprattutto a quella straordinaria o in deroga, è risultato ancora molto diffuso. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente aumentato, collocandosi all'8,8 per cento, un livello superiore alla media nazionale. Anche in Abruzzo, come nel resto del Paese, la crisi economica ha colpito con maggiore intensità i giovani. Tra le persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione si è attestato nel 2010 al 29,5 per cento (nel 2008 era pari a circa il 20 per cento). Appare ugualmente in aumento la tendenza dei giovani a non partecipare attivamente al mercato del lavoro, pur non essendo impegnati negli studi o in altre attività di formazione. «Ci sono luci e ombre - ha dichiarato il direttore della filiale dell'Aquila della Banca d'Italia, Luigi Bettoni - ma complessivamente l'economia regionale ha mostrato segnali di ripresa, una ripresa dalle caratteristiche non decise ed alimentata da alcuni settori, soprattutto quello industriale». A livello provinciale c'è una ripresa nel Chietino per quanto riguarda il trasporto su gomma, nell'Aquilano per la ricostruzione mentre Pescara e Teramo sono stabili. Nel corso del 2010 i finanziamenti erogati dalle banche hanno ripreso a crescere. Alla fine dell'anno l'incremento dei prestiti alla clientela residente in Abruzzo è stato pari all'1,1 per cento (-0,5 pe cento nel 2009). La crescita si è rafforzata nei primi mesi del 2011 (1,9% a marzo). Nel 2010 il credito alle famiglie consumatrici è cresciuto del 4,6 per cento. In particolare, si è avuta una ripresa dei prestiti per l'acquisto di abitazioni, aumentati del 6,3 per cento. La debolezza della domanda e degli investimenti ha invece frenato l'aumento del credito alle imprese, in particolare a quelle di maggiore dimensione. Nonostante il terremoto nell'Aquilano le attività legate all'edilizia segnano il passo, tanto da spingere il presidente dell'Ance dell'Aquila, Gianni Frattale, a dichiarare senza mezzi termini: «La ricostruzione è in una fase di stallo, di pericolosa paralisi, la cassa integrazione guadagni è raddoppiata negli ultimi due mesi. Chiediamo che siano sburocratizzate le procedure». Note positive, infine, dal turismo: dopo il marcato arretramento registrato nel 2009 anche a causa del sisma, sono tornati a crescere i flussi turistici, in particolare gli arrivi di provenienza estera.