Il premier convoca un vertice a Palazzo Grazioli per studiare la strategia con Alfano e Ghedini
ROMA. Il Pdl fa quadrato intorno a Gianni Letta ma il Pd chiede una commissione di inchiesta sugli intrecci tra politici, magistrati, forze dell'ordine e faccendieri che stanno emergendo dalle indagini sulla P4. Al sottosegretario alla presidenza del Consiglio arriva però l'attestato di stima di Pier Ferdinando Casini. «Su Gianni Letta, sulla sua onestà e sulla sua correttezza io non metto solo una mano ma tutte e due sul fuoco», dice il leader centrista ricordando che Letta non ha mai voluto essere eletto in Parlamento, cosa che gli avrebbe garantito l'immunità parlamentare. E solidarietà esprime anche Marco Follini. «Conosco Gianni Letta come onesto servitore dello stato: non entro nel merito dell'inchiesta sulla P4 ma la sua correttezza personale è una virtù che conosciamo in tanti, amici e avversari», dice il senatore del Pd.
Nel pieno dello scandalo nato dalle rivelazioni del faccendiere Luigi Bisignani che ha ammesso di aver spiato i pm e riferito a Letta, Silvio Berlusconi convoca a palazzo Grazioli un vertice per studiare la strategia di difesa del suo braccio destro e del suo governo. Con Letta ci sono il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, segretario in pectore del Pdl, e il suo legale di fiducia, Niccolò Ghedini. Il premier già durante il consiglio dei ministri ha espresso al suo braccio destro piena solidarietà, non nascondendo la sua amarezza per la situazione.
Alla fine la linea è quella di sempre. Difesa strenua di Letta, vittima della «macchina del fango». «La magistratura sta approfittando delle difficoltà della maggioranza per rilanciare l'attacco della cavalleria giudiziaria», attacca Fabrizio Cicchitto, già nella P2, ora capogruppo Pdl alla Camera. «Trovo addirittura indegno che si possano avanzare dubbi sull'integrità e la correttezza di Gianni Letta: la macchina del fango è di nuovo all'opera con le solite fughe di notizie e il circuito mediatico giudiziario. Tutto finirà in una bolla di sapone», assicura Maurizio Lupi, vipresidente della Camera. Letta è vittima di «una fantasia perversa», rincara Gaetano Quagliarello, vicecapogruppo Pdl al Senato. Sandro Bondi, coordinatore Pdl, si dichiara «profondamente turbato» e invita la sinistra a non innestare una atmosfera «che può apparire vendicativa nei confronti degli avversari politici».
Antonio Di Pietro però evoca una nuova tangentopoli. «La questione morale da quel lontano 1992 non si è mai chiusa perché ci sono sempre gli stessi personaggi che si propongono e ripropongono», dice. Per l'ex pm la magistratura è stato un ottimo «centro diagnostico, ha individuato il tumore e l'ha estirpato ma la chemioterapia spettava alla politica che ha fallito e il paziente invece di curarsi ha preferito restare malato».
Il partito democratico rilancia la proposta di una commissione d'inchiesta sul modello di quella sulla P2 di Licio Gelli. «L'indagine in corso sta mettendo in luce un sistema fondato su dossier, fatti e ricatti, nomine e interferenze nel funzionamento degli organi costituzionali» spiega Roberto Zaccaria. Un centinaio di parlamentari Pd avevano già chiesto una commissione sulla P3.