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Data: 17/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Crisi in Abruzzo - Un giovane su tre è rimasto senza lavoro. Tasso di disoccupazione più alto di dieci punti dal 2008 nella fascia d'età 15-24 anni

Una ripresa lenta per le famiglie Crescono solo le imprese che hanno puntato sull'innovazione

L'AQUILA. Esportazioni in aumento del 18,8%, indicatori positivi per le imprese che durante la hanno imboccato la strada dell'innovazione, ma crescita delle sofferenze bancarie e, soprattutto, allarme per una disoccupazione che ha toccato quota 8,8%, con punte molto preoccupanti tra i giovani. L'economia abruzzese dà qualche segnale di ripresa anche se dall'annuale rapporto curato dalla filiale aquilana della Banca d'Italia, relativamente al 2010, emergono luci e ombre. Insomma, c'è ancora bisogno di tempo perché possano rimarginarsi le ferite della recessione 2008-2009.
I risultati dell'attività di ricerca che Bankitalia sono stati presentati ieri, nel corso del convegno «L'Economia dell'Abruzzo» che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando di Orio e del direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali della Banca d'Italia, Daniele Franco. A commentare il rapporto è il direttore della filiale dell'Aquila, Luigi Bettoni. «Ci sono luci e ombre, ma complessivamente l'economia regionale ha mostrato segnali di ripresa, una ripresa che però ha caratteristiche non decise ed è alimentata da alcuni settori, soprattutto quello industriale», ha detto Bettoni, all'Aquila dallo scorso mese di settembre, quindi circa un anno e mezzo dopo il tragico sisma del 6 aprile 2009.
Fatturato e produzione dell'industria sono tornati a crescere grazie al contributo delle esportazioni e al miglioramento della domanda interna. Dall'indagine sulle imprese manifatturiere, emerge chiaro il felice legame tra capacità innovativa e performance. «L'espansione non si è estesa a tutte le imprese e i comparti produttivi» conferma Bettoni, «le grandi aziende e i settori tecnologicamente più avanzati hanno mostrato una migliore capacità di recupero. Le piccole e medie imprese hanno continuato a risentire degli effetti della recessione». In ogni caso, l'aumento delle esportazioni - trainante il settore dei mezzi di trasporto - non ha compensato la flessione del 2009 attestata sul 30%.
A livello provinciale, c'è una ripresa nel Chietino e nell'Aquilano, in questo caso per la ricostruzione, mentre Pescara e Teramo sono stabili. La disoccupazione ha colpito con maggiore intensità i giovani: tra i 15 e 24 anni, il tasso dei senza lavoro si è attestata al 29,5% (nel 2008, era del 20 per cento). Il ricorso alla cassa integrazione guadagni, soprattutto a quella straordinaria o in deroga, è risultato ancora molto diffuso. Dopo la flessione del 2009, anche in conseguenza del terremoto, sono tornati a crescere i flussi turistici soprattutto dall'estero. Ha ristagnato l'attività nelle costruzioni, in marcato calo nel biennio precedente. «All'impulso espansivo proveniente dall'avvio della ricostruzione nell'area del sisma si è contrapposto un ulteriore calo degli appalti pubblici e degli investimenti delle imprese nelle altre aree della regione» si legge nel rapporto.
Il settore dei servizi è quello che ha maggiormente risentito del terremoto. La ripresa delle attività del commercio e del resto del terziario all'Aquila continua a essere penalizzata dall'inagibilità di gran parte del centro storico e dalla carenza di sedi alternative nell'immediata periferia della città. Sul credito alle famiglie, c'è stata una ripresa dei prestiti per l'acquisto di abitazioni (+ 6,3%) ma c è stato anche l'incremento dei prestiti alla clientela residente in Abruzzo.
Penalizzati i consumi e il commercio su cui incide la debole dinamica del reddito delle famiglie. Così come resta fragile la dinamica dei flussi di risparmio. Quanto agli investimenti, i rendimenti più elevati sui titoli del mercato monetario hanno indotto le famiglie a ridurre i depositi in conto corrente e ad accrescere gli acquisti di titoli di Stato e obbligazioni non bancarie.

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