«I lavoratori precari nei maggiori enti pubblici della città sono circa 800, di cui 224 in Comune, 130 in Provincia, 120 in Regione e 326 alla Asl. Il pericolo serio è che 400 dipendenti atipici non avranno rinnovato il loro contratto». Lo hanno affermato ieri il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti, il segretario aquilano Cgil-Fp Dario Angelucci e Ferdinando Lattanzi sempre della Cgil-Fp. «Il territorio aquilano - hanno spiegato i sindacalisti - non può essere trattato come previsto dalle direttive della legge Brunetta. La crisi è stata appesantita dal terremoto e quindi la provincia deve avere una proroga sulle assunzioni e sul patto della stabilità. Il governatore Gianni Chiodi quando incontrerà il Governo, per la vertenza Abruzzo, deve far presente tutte le vicissitudini delle zone interne». La Cgil ha spiegato che «senza la presenza massiccia dei precari nella pubblica amministrazione, oltre a non erogare un ottimo servizio ai cittadini, peggiora l'economia del capoluogo, perché l'economia è basata fortemente sul lavoro impiegatizio». I sindacati poi si associano alla proposta del rettore Ferdinando di Orio: «Deve essere prorogata l'iscrizione gratuita all'Università». Intanto l'assessore comunale Stefania Pezzopane è intervenuta sui tagli al sociale di zona: «Il presidente della Regione Chiodi e l'assessore regionale Paolo Gatti battano un colpo. Se la Regione effettuerà i tagli massacranti il Comune sarà costretto a ridurre per carenza di risorse». Ieri la Pezzopane ha incontrato i sindacati. «Il taglio - ha motivato - apporterà al Comune nel triennio 2011/2013 un taglio di 350 mila euro per i servizi sociali ai disabili. A rischio sono i servizi più qualificanti per i disabili, come il trasporto da e verso strutture riabilitative e per la salute mentale. La Regione riduce anche per le politiche ai minori, diminuendo lo stanziamento dal 44% al 12%. Il Comune intende far fronte a questi tagli con risorse proprie».