Anche l'Aci di Pescara si schiera contro il pedaggio sull'asse attrezzato, una tassa sul pendolarismo che rischia di penalizzare ulteriormente una categoria particolarmente spremuta come gli automobilisti. Gli italiani che si muovono in macchina, ricorda in una nota il presidente dell'Automobilclub Giampiero Sartorelli «già sopportano una spesa pari ad oltre 160 miliardi di euro, di cui 40 all'erario, tra bolli ed accise sulla benzina. Non bastasse questa somma, oggi viene chiesto agli utenti della strada anche un ulteriore tassa per utilizzare un'arteria nata sotto altri auspici e con ben altre ambizioni. Non si può sempre e comunque far ricadere sui pendolari o automobilisti in generale la cattiva gestione della cosa pubblica».
La beffa che si aggiunge al danno, secondo l'Aci è «il fatto che si pretende il pagamento di un pedaggio in favore di una società che, se non negli ultimi giorni, non ha fatto un solo euro di investimento per migliorare la viabilità sull'asse attrezzato. Strada che, pur essendo a scorrimento veloce, ha un grado di sicurezza per chi lo percorre pari a zero: non esistono vere e proprie corsie di emergenza, sono del tutto inidonee le corsie di uscita e di immissione, la segnaletica è in poco chiara e vetusta».