I leader Bonanni e Angeletti chiamano all'intesa: basta litigi Damiano (Pd): serve unità sindacale
ROMA. Il governo faccia la riforma fiscale o vada a casa. Anche i sindacati Cisl e Uil, negli ultimi tre anni certamente collaborativi con l'esecutivo, si sono stancati: immediati provvedimenti insieme alla manovra o sarà sciopero generale, minacciano Angeletti e Bonanni.
Di fronte alle migliaia di persone che gremivano piazza del Popolo a Roma, arrivate da ogni parte d'Italia, Cisl e Uil per la prima volta da quando è in carica il governo Berlusconi, hanno alzato la voce. Troppe promesse disattese, troppe generose aperture di credito non ripagate da provvedimenti concreti su fisco e occupazione. Di fronte al deserto di realizzazioni il leader della Uil, Luigi Angeletti, tuona: «E' l'ultima volta che la Uil fa una manifestazione di sabato, la prossima si farà di venerdì», a sostegno di uno sciopero. Chiarisce Raffaele Bonanni dal palco: «Il governo faccia la riforma fiscale o Cisl e Uil andranno allo sciopero generale». Si tratta dunque «dell'ultimo avviso al governo, bisogna fare la riforma fiscale o si rischia uno scontro politico e sociale». Secondo Bonanni le risorse per la riforma si devono cercare nell'evasione, ci sono infatti 150 miliardi di evasione fiscale, 100 miliardi di evasione contributiva e 40 miliardi di evasione dell'Iva. «Siamo ad un bivio - ha detto - per l'economia, per il sociale e per la politica. Diciamo al governo che se vuole avere un piccolo barlume di senso faccia le riforme. O le fa o gli diciamo che è meglio che se ne vada».
I temi al centro della rivendicazione sono dunque la «riduzione delle tasse sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione. Questa è una piazza - ha detto Bonanni rivolto ai manifestanti di piazza del Popolo - che soffre ma non dispera, è la faccia pi bella dell'Italia». Angeletti ha spiegato nel dettaglio che «bisogna dare vantaggi fiscali per ogni figlio a carico delle famiglie bisognose, 5mila euro ogni anno». Serve una «riduzione non generica se vogliamo aiutare le famiglie e non fare solamente un atto di bontà».
La Cgil, che ha scioperato da sola per tre volte contro il governo guarda con attenzione alle posizioni più rivendicative di Cisl e Uil, ma ritiene che sulla riforma del fisco bisogna cominciare da quegli «undici milioni di cittadini incapienti, terrificante espressione per definire chi ha un reddito così basso che non può pagare le tasse e l'aumento dell'Iva sui prodotti: significa dire a quelle persone che dovranno spendere di più sui consumi obbligati», dice Susanna Camusso segretario generale della Cgil. Ma le parole di Bonanni e Angeletti aprono spiragli al ritorno al dialogo fra le tre confederazioni: «Vorrei dire a Cisl e Uil - dice ancora Camusso - troviamo una parola d'ordine sui contenuti da cui partire per trovare le risorse senza penalizzare i più deboli. Cominciamo dalle rendite finanziarie e dai grandi patrimoni».
Il governo appare imbarazzato e diviso. Se la Lega accoglie le esortazioni di Cisl e Uil (Calderoli minaccia di aderire allo sciopero).
La minaccia di Cisl e Uil piace invece al Pd. «L'esortazione di Bonanni a ricollegarci tutti insieme, rappresenta un positivo segno di apertura al ritorno a forme di unità d'azione sindacale. Sicuramente il fisco può rappresentare un terreno comune per indirizzare il Paese verso una riforma che aiuti il lavoro e l'impresa» afferma il deputato del Pd, Cesare Damiano.