SULMONA - Non ci stanno i sulmonesi ad essere additati come omofobi, ad essere accomunati al Federico-pensiero, quello rimbalzato dalla rete, via YouTube, su tutti i media nazionali e internazionali, quello che confonde omosessualità ed ermafroditismo e che senza troppi eufemismi parla dei gay come aberrazioni genetiche, patologie, individui contro natura.
Dopo la tempesta non c'è nessuna quiete nella patria di Ovidio, il poeta che dell'amore ha narrato l'essenza. La città scende in piazza e lo fa con il supporto dell'Arcigay e dell'Uaar (Unione agnostici e atei razionalisti) per un sit-in di protesta, per gridare e ribadire che «Sulmona non è omofoba». C'è anche chi, come i Socialisti, difende la libertà di pensiero del sindaco e condanna la gogna mediatica, pur chiedendone le dimissioni. Ma gran parte della città si ribella e martedì alle 10 il comitato civico nato sulla rete, quella rete diabolica e incontrollabile che ha fatto esplodere il caso, si incontrerà insieme ai militanti di Arcigay e Uaar per protestare.
«Questa città si sente umiliata dal suo sindaco -spiegano gli organizzatori- , svergognata e imbarazzata. Vogliamo far capire al mondo che Sulmona è una città aperta, tollerante e culturalmente pronta, tutt'altro che arretrata, nonostante il suo primo cittadino».
L'appuntamento è in piazza XX Settembre, perché la Questura per motivi di ordine pubblico ha bocciato l'idea di tenere la manifestazione sotto le finestre di palazzo San Francesco, insomma direttamente sotto le finestre del sindaco, ma la sostanza non cambia: la città si ribella a quelle parole, a quei giudizi sbandierati cinque anni fa in una televisione locale e postati dall'agenzia Bigstudiomovies su Youtube. Un filmato che lo stesso sindaco Fabio Federico ha provato a censurare con il ricorso al tribunale, ma che, agendo in questo modo, ha rigettato di fatto nel circo mediatico.
La città si ribella dal basso ma cerca anche attraverso le vie istituzionali di prendere le distanze dalle parole di Federico che così cattiva pubblicità hanno fatto al capoluogo peligno: e allora dopo le bacchettate del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e quelle della parlamentare e consigliere comunale di maggioranza Paola Pelino, arriva così la proposta di un emendamento allo Statuto comunale da parte del consigliere comunale Antonio Iannamorelli, Pd.
Parole semplici e chiare, quelle che Iannamorelli propone all'attenzione dei colleghi consiglieri comunali: «Sulmona ripudia l'omofobia e persegue l'uguaglianza tra ciascun individuo, a prescindere da qualunque orientamento di tipo sessuale, informando l'azione amministrativa e politica alla rimozione degli ostacoli che dovessero impedirla». Così, giusto per mettere le cose in chiaro, nero su bianco, e per scacciare da Sulmona l'immagine di una realtà omofobica che non le rende ragione.