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Pescara, 14/04/2026
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Data: 20/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ferrandina beffa anche il Comune. Buco da 220 mila euro nelle case popolari che aveva in gestione.

Avviati i controlli per 4 edifici dell'ente in via Tirino Il professionista avrebbe ricevuto l'incarico quattro anni fa.

PESCARA. Ferrandina sta facendo piangere anche il Comune. L'amministratore, accusato da decine di condomini di aver sottratto i soldi per la manutenzione dei palazzi, sarebbe riuscito a beffare le casse dell'ente. Nelle case popolari di via Tirino, gestite dal professionista da 4 anni, sarebbe sparito il denaro destinato alle spese.
La somma complessiva che si sospetta manchi all'appello supera i 200mila euro. Ma i tecnici dell'ente sono ancora al lavoro per verificare se nel corso degli ultimi quattro siano state pagate regolarmente le varie utenze, come la luce e l'acqua.
L'amministrazione comunale si è accorta dell'ammanco solo adesso che sono cominciati a saltare fuori casi di condomini ingannati da Arturo Ferrandina. Il Centro ha già pubblicato diverse storie, tra cui quella di un condominio di San Giovanni Teatino, da dove è partita la querela che ha consentito al magistrato Gennaro Varone di aprire un'inchiesta e alla guardia di finanza di avviare le indagini sul professionista.
COMUNE BEFFATO E' stata una doccia fredda per l'ente la scoperta di avere tra gli amministratori dei condomini tuttora in carica proprio Ferrandina, finito alla ribalta delle cronache da circa un mese per le numerose segnalazioni dei lettori.
I tecnici dell'ufficio politiche della casa sono andati ad esaminare le carte riguardanti gli edifici popolari di via Tirino e si sono resi conto che quattro condomini sarebbero senza bilanci da ben tre anni. E' così nato il sospetto che i versamenti, effettuati direttamente dall'ente all'amministratore per il pagamento delle spese condominiali, possano essere spariti. Si parla di 14mila euro all'anno per ogni edificio per un totale di quattro anni. Facendo un calcolo approssimativo, si arriva a una cifra complessiva di 224mila euro. Ora, si stanno verificando anche i versamenti per le varie utenze.
SCATTA L'ALLARME Ma l'indagine interna, di cui si sta occupando anche il presidente della commissione finanze Renato Ranieri, nominato, tra l'altro, commissario in un condominio di via De Pretis beffato da Ferrandina, non si ferma solo alle cifre. Gli impiegati stanno cercando di risalire all'epoca dell'incarico affidato all'amministratore. In base ai primi controlli, la nomina sarebbe stata fatta nel 2008, ma non sarebbero stati rintracciati finora atti autorizzativi per questa operazione. Possibile che Ferrandina abbia gestito fino ad oggi quattro edifici del Comune senza avere le carte in regola per farlo? Su questo interrogativo si stanno concentrando ora le ricerche dell'ente. Intanto, un primo commento è arrivato dall'assessore al bilancio Eugenio Seccia. «Stiamo valutando» ha detto, «se intraprendere eventuali azioni legali».
GLI ALTRI CASI L'elenco delle vittime dell'amministratore viene aggiornato quasi quotidianamente. Il primo caso denunciato è stato quello di un edificio di via De Pretis, in pieno centro della città. I condomini si sono ritrovati un ammanco di 120mila euro, cioè i soldi versati per pagare la ditta che ha effettuato i lavori di restauro. Lo stesso è accaduto ai proprietari di un palazzo di via Nenni, a San Giovanni Teatino, che devono fare i conti con un decreto ingiuntivo dell'impresa e 180mila euro spariti. C'è anche palazzo Arlecchino, di piazza Salotto, abitato da rinomati professionisti e fino a poco tempo fa anche sede di Forza Italia. I condomini hanno segnalato un buco di 170mila euro. In via Pian delle Mele, si sono visti arrivare una cartella di 3mila euro, per l'acqua mai pagata dall'amministratore.

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