PESCARA Fanno gli straordinari i consiglieri comunali, impegnati oggi in una doppia riunione, ordinaria al mattino su edilizia e sociale, straordinaria al pomeriggio sull'emergenza del porto. L'assise civica mattutina, invece, prevede otto punti in discussione, fra i quali spiccano quelli relativi al Piano di zona dei servizi sociali e alla variante al Piano regolatore per dare esecuzione ad alcune sentenze del Tar che hanno dato ragione ai proprietari degli immobili sui quali l'Amministrazione voleva porre il vincolo. A tal proposito, Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista) non fa sconti alla vecchia e all'attuale Amministrazione: «Prima la Giunta D'Alfonso e poi quella Mascia - sostiene - non hanno impugnato le sentenze del Tar di Pescara davanti al Consiglio di Stato per tutelare alcuni edifici di interesse storico». Se per le altre sentenze sembra scontata l'approvazione, su Villa Agresti (costruita nel 1954 dall'architetto Paride Pozzi) si può ancora intervenire. Acerbo ricorda, infatti che «nel 2007 era stata prevista la tutela nel Piano regolatore, ma senza presentare un'istruttoria ad hoc sul valore storico-architettonico. La motivazione del parere negativo è infondata perché il Tar non obbliga il Comune a una sola destinazione, ma indica almeno due possibilità, quindi è responsabilità del Consiglio verificare se le esigenze di tutela dell'edificio siano fondate o no dopo una vera istruttoria che finora non è mai stata aperta».