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Pescara, 14/04/2026
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Data: 21/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Centrosinistra, tre mosse per la rivincita. Sanità, lavoro e ricostruzione i temi dell'alleanza programmatica col Nuovo Polo per la scalata alla Regione

PESCARA - Tutti qui, perchè non si sa mai. Tutti insieme, Terzo Polo compreso, perchè il governo Chiodi potrebbe tornare a casa prima del tempo. Il centrosinistra serra i ranghi e affila i coltelli: in vista della scadenza della legislatura (ufficialmente, ma anche prima: hai visto mai), prepara proposte di governo e mette a punto una strategia di attacco per la conquista della Regione. Una giornata di full immersion a Pescara, schede progetti programmi, breve incontro con la stampa e poi di nuovo al lavoro: il 2014 è vicino.
Cifre, prima di tutto: le mettono sul tavolo i capigruppo del Pd, di Idv, di Rifondazione e Comunisti italiani, e poi quelli di Udc, Fli e Api. Sono quelle che dimostrano che il piano di risanamento della sanità e quindi i tagli alla spesa sanitaria hanno determinato una brusca battuta d'arresto per lo sviluppo. E non è vero che è un esito inevitabile, che risparmio significhi per forza sacrifici. Secondo Giovanni D'Amico, ex assessore al Bilancio della giunta Del Turco, «tra il 2005 e il 2008 e quindi in tempi di riordino della sanità, si è registrato il miglior trend regionale anche in rapporto alle regioni del centro-nord e della media nazionale». C'è di più, secondo il centrosinistra. I dati del Cerm dimostrano che se l'Abruzzo non avesse il gap di efficienza che ha, potrebbe liberare risorse utili per gli investimenti pari a circa 300 mila euro. «Dobbiamo elaborare proposte concrete - ha detto il dipietrista Carlo Costantini - perché la nostra economia non si riprende se la gestione continua ad essere di tipo ragionieristico, legata ai saldi e alla contabilità della nostra regione. La nostra regione dal punto di vista del tessuto economico si riprende e si rilancia se si ha la capacità di individuare risorse da impegnare per la nostra economia». Tra poco il centrosinistra presenterà una proposta di nuovo piano sanitario, che superi la logica dell'emergenza e punti a una programmazione reale e vicina ai bisogni dei cittadini. «Abbiamo deciso di mettere al centro della nostra agenda politica l'energia ed i rifiuti considerandoli come delle prospettive di guadagno e di sviluppo piuttosto come problemi». E lavoro e ricostruzione sono invece i due punti programmatici indicati da Camillo D'Alessandro del Pd: «Oggi inizia un cammino. Si gira la clessidra, si stabilisce che il tempo di Chiodi è scaduto. Spetta al centrosinistra in consiglio regionale mettere da subito in campo non solo un'azione di denuncia e di proposta, ma una vera e propria nuova idea di Regione che ormai è stata smarrita ed ha perso ogni tipo di significato».
Tutto il centrosinistra chiede la fine del commissariamento di Chiodi, dalla sanità alla ricostruzione, e che l'Abruzzo «torni ad essere una regione normale». Normale e più ricca. E' intorno a una serie di domande che toccano le corde di molti cittadini che il centrosinistra fa quadrato: «Dopo due anni e mezzo di governo Chiodi l'Abruzzo è più ricco o più povero, dopo due anni e mezzo ci sono più o meno occupati, dopo due anni e mezzo la produzione della richezza è aumentata o no?». Cifre scoraggianti, che nel pomeriggio convincono anche il Nuovo Polo a firmare l'accordo di programma sui punti caldi come terremoto, lavoro, sanità, sociale, emergenza rifiuti. «Si inizia con oggi un lavoro di incontro e di confronto, vogliamo creare una vera alternativa, ma con le proposte. Altro discorso sono le alleanze, tutte da verificare, ma ciò non esclude un lavoro comune da subito», ha detto Antonio Menna dell'Udc. E alla fine tutti d'accordo: «Il terzo polo - dicono all'unisono i tre capigruppo - auspica che il filo conduttore della piattaforma di intesa sia fondata sulla definizione di interventi che riguardano gli ultimi, coloro che stanno rimanendo drammaticamente indietro: il popolo degli invisibili dell'Abruzzo». E che si pensi già alla sfida finale, a chi dovrà correre da candidato presidente, alla guerra in atto tra D'Alessandro e Legnini o alla sinistra radicale che vede il Terzo Polo come fumo negli occhi, poco importa. Lavoro e occupazione, il centrosinistra riparte da qui. Alle candidature si penserà dopo.

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