Possibile risparmiare fino a 299 milioni con i modelli sanitari di Umbria e Friuli.
PESCARA. Prime importanti intese sulle cose da fare, in vista di possibili alleanze elettorali tutte da costruire. Il centrosinistra annusa aria di cambiamenti repentini nel quadro politico di medio termine e decide di avviare il dialogo con il Nuovo polo per l'Abruzzo (Udc, Fli e Api) nel conclave organizzato dai capigruppo regionali di Pd e Idv all'hotel Duca d'Aosta, a Pescara.
Riunione che ha visto la partecipazione dei consiglieri di Rifondazione (Maurizio Acerbo), Pdci (Totò Saia), Sinistra ecologia e libertà (Franco Caramanico). «La nostra non può essere un'agenda politica ma certamente abbiamo maturato la consapevolezza di costruire una opposizione più compatta su argomenti cruciali per il futuro dell'Abruzzo» commentano Camillo D'Alessandro (Pd) e Carlo Costantini (Idv). Una su tutte la questione sanità, dopo le otto sentenze del Tar che di fatto hanno azzoppato il Piano operativo commissariale 2010 elaborato dal duo Chiodi-Baraldi. E' la condivisione di un percorso comune quello che, per la prima volta, vede convergere i terzopolisti Antonio Menna (Udc), Gino Milano (Alleanza per l'Italia) e Berardo Rabuffo (Futuro e libertà) su questioni come terremoto, lavoro, sociale, rifiuti. «Chiodi non rappresentava prima la maggioranza degli abruzzesi, a maggior ragione non la rappresenta oggi. Ma è un assunto che ci carica di responsabilità», osserva Costantini, «inducendoci a voltare pagina, a comprendere che, sulla sanità, si può uscire dalla logica ragionieristica e commissariale per tornare a fare politica. Ce lo dicono le ultime elaborazioni degli istituti di ricerca: in Abruzzo, è possibile recuperare risorse migliorando la qualità dei servizi. Sono i modelli organizzativi di regioni come Umbria e Friuli Venezia Giulia a farci prevedere risparmi fino a 299 milioni di euro l'anno».
Fine delle gestioni commissariali. E' un'altra richiesta corale che arriva dai gruppi di minoranza. E non solo le quattro in carico al presidente governatore, ma tutte le altre 24 che hanno inaridito l'attività di 24 enti strumentali della Regione, dai consorzi industriali fino alle case popolari. «Commissariamenti che dovevano scadere dopo 180 giorni», rimarca D'Alessandro, «ma che invece sono ancora tutti lì. Diciamo stop all'emergenza che ha ingessato l'Abruzzo e che consente di continuare a prendere decisioni fuori da ogni controllo democratico».
La prima intesa è dunque sulla definizione di linee guida per un nuovo piano sanitario. «Vogliamo costruire un'alternativa partendo dalle proposte», riassume Menna (Udc), «altro discorso sono invece le alleanze, che spetterà ai partiti definire». E se il rappresentante di Fli Rabuffo propone una calendarizzazione dei lavori per continuare a confrontarsi periodicamente con il centrosinistra, per il portavoce dell'Api, Milano, «bisogna ridare la speranza agli abruzzesi di poter uscire dall'emergenza continua e permanente».