Sanità, lavoro e ricostruzione. Sono queste le macroquestioni che, secondo i consiglieri regionali del centrosinistra, hanno decretato la fine dell'era Chiodi ed anche quelle su cui bisogna intervenire con decisione. Questi dunque i temi al centro del convegno tenutosi ieri mattina all'Hotel Duca D'Aosta a cui hanno partecipato nella mattinata i consiglieri del centrosinistra e proseguito nel pomeriggio con la partecipazione degli esponenti del Terzo Polo. A condurre i lavori sono stati il capogruppo de Idv Carlo Costantini e quello del Pd Camillo D'Alessandro. «La politica di Chiodi è una politica fallimentare che in due anni ha fatto solo gli interessi di pochi - ha detto Costantini - la sua è stata, fino ad ora, una politica degli sprechi. Chiudere gli ospedali è stata una perdita incalcolabile di benefici per gli utenti a fronte di una spesa minima che è, annualmente, per la Regione di massimo un milione di euro. Oltre alla sanità - ha aggiunto - è ora di fare politiche serie sul tema ambientale argomento verso il quale il Piano Regionale ha scarsa attenzione». Per D'Alessandro l'era Chiodi volge al tramonto e «il suo tempo è scaduto. Quello che denunciamo è il comportamento illegittimo nella risoluzione dei problemi e visto che noi siamo l'alternativa, come hanno decretato le ultime amministrative, è ora di mettersi a lavoro per risanare soprattutto le due macroquestioni che hanno affossato definitivamente questo Governo: il lavoro e quindi l'economia regionale e la ricostruzione. L'Abruzzo deve essere "normalizzato" cioè devono finire tutti i commissariamenti che l'hanno soffocata. Dopo due anni e mezzo è possibile fare un bilancio del Governo Chiodi - ha concluso - e il risultato è chiaro: otto bocciature dal Tar che hanno portato soltanto a spese maggiori per gli utenti con il 100 per cento degli aumenti per chi è costretto ad andare a curarsi fuori». Un'analisi che ha trovato l'approvazione dei rappresentanti del Terzo Polo: Milano (Api), Rabuffo (Fli) e Menna (Udc).