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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Commissari in scadenza, si corre ai ripari. Aziende controllate, la Regione non vara le riforme. Verso il rinnovo dei cda.

PESCARA - Fuori tempo massimo. Non c'è più tempo per fare le riforme degli enti strumentali, pochissimi giorni ancora per tentare di mettere a punto le leggi che il centrodestra si era impegnato a presentare entro 180 giorni nell'aprile dello scorso anno, «un'impresa impossibile» commenta un consigliere del Pdl, «impensabile fare in una settimana ciò che non abbiamo fatto in due anni». Impresa titanica direbbe Gianni Chiodi. Fatto sta che a fine mese, al massimo entro i primi di luglio, scadono tutti i commissariamenti degli enti e delle aziende regionali che sono circa 24 e secondo lo Statuto della Regione, non potranno più essere rinnovati. L'alternativa è secca: o si presentano le riforme di settore uscendo dalla logica commissariale oppure si dovranno nominare i nuovi consigli di amministrazione, tradendo lo spirito della legge firmata da tutto il centrodestra lo scorso anno, che si impegnava ad accorpare e ridurre i cda, al fine di tagliare i costi della politica. La terza ipotesi è fuori registro, anche se i tecnici della Regione la stanno ugualmente valutando, ed è quella di immaginare uno stratagemma per allungare i tempi del commissariamento e tirare un po' di respiro. «Occorrerebbe una modifica allo Statuto, che prevede la doppia lettura e sarebbe comunque impugnabile da un quinto dei consiglieri regionali che potrebbero proporre il referendum», spiega il dipietrista Cesare D'Alessandro. Quindi una strada in salita e pericolosissima per le 24 aziende (Consorzi industriali, aziende al diritto allo studio, Aptr, Ciapi, Abruzzo lavoro, comunità montane, ente parco e tanti altri).
La Regione si trova così in mezzo a un guado. Anche perchè a questo punto sarebbe difficile spiegare ai cittadini come mai le tanto sospirate riforme taglia-costi non sono ancora state fatte. E se l'opposizione incalza, anche i consiglieri di centrodestra hanno proposto per due volte consecutive il tema delle riforme al vertice di maggioranza. Senza però arrivare a nulla di concreto.
Spiega ancora D'Alessandro: «Chiodi a suo tempo giustificò il ricorso massiccio ai commissariamenti con la necessità di avviare i processi di riordino degli enti e delle aziende; in molti casi però i processi di riordino non sono stati conclusi e talvolta nemmeno avviati». E in effetti l'unica riforma andata in porto è stata quella dell'Arta, ai tempi dell'assessore Daniela Stati, ed è stata abolita l'Aret dell'Aquila. E' l'articolo 56 dello Statuto a prevedere che le funzioni commissariali all'interno degli enti e delle aziende regionali non possano protrarsi per oltre un anno, prorogabile una sola volta ma in presenza di «comprovate necessità». Di tempo in effetti ne è passato parecchio e di risparmi non se ne vedono.
E intanto ieri è di nuovo rimasta al palo la riforma dei consorzi industriali approvata dalla giunta a gennaio scorso. La proposta dell'assessore alle attività produttive Alfredo Castiglione è impantanata da mesi nella guerra interna alle correnti pidielline. Nel frattempo la conferenza dei capigruppo presieduta dal vice presidente Giorgio De Matteis ha convocato il consiglio regionale in seduta ordinaria martedì 28 giugno, alle ore 11, presso l'Aula "Sandro Spagnoli" dell'Emiciclo. Nel corso della Conferenza dei capigruppo, inoltre, c'è stata l'audizione dell'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, il quale ha illustrato lo stato della riforma prevista per il trasporto pubblico locale. Gli interventi programmati sono la riduzione dei contributi; la ristrutturazione dei servizi; il trasferimento delle risorse ai Comuni Capoluogo; la società unica di trasporto su gomma.

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