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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
CHIETI: Scatta la rivoluzione dell'acqua. Ato aboliti, ora saranno i sindaci a stabilire le tariffe delle utenze.

Parte da Chieti la rivoluzione dell'acqua: più potere ai sindaci che dovranno determinare anche le tariffe che l'utente, cioè il cittadino, pagherà con la bolletta. E' tutto nero su bianco nella legge regionale numero 9 del 12 aprile scorso, la legge che azzera gli Ato, gli ambiti territoriali, facendone uno solo, che taglia dunque presidenze e consigli di amministrazione. E' la macchina dell'acqua pubblica, progettata prima del referendum, che muove i primi passi. Chieti è stata la prima Provincia a costituire e riunire l'assemblea dei sindaci del servizio idrico integrato. L'ha convocata e presieduta il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. L'assemblea ha approvato il Regolamento, integrato in alcuni punti su richiesta dei sindaci, che reca le norme per il suo funzionamento e il procedimento di espressione dei pareri. Regolamento che ora verrà trasmesso alla Giunta Regionale per la sua approvazione. L'assemblea esercita in particolare i compiti di organizzazione del Servizio, di adozione del Piano d'Ambito provinciale, di determinazione e modulazione delle tariffe all'utenza, ed esprime pareri obbligatori e vincolanti all'ente regionale per il servizio idrico integrato. «Siamo la prima Provincia abruzzese ad aver convocato l'Assemblea dei sindaci che mi auguro diventi la costituente di un grande servizio idrico integrato - dice Di Giuseppantonio. Da oggi i sindaci hanno un ruolo decisivo a prescindere dal numero di cittadini che rappresentano. E, insieme, dobbiamo inaugurare la stagione dell'efficienza e delle decisioni tempestive e concrete perchè non è più tollerabile una perdita che tocca il 50% fra la perdita tecnica, quella delle reti colabrodo, e quella amministrativa, ovvero legata all'assenza di contatori ma anche all'evasione e alla morosità; come hanno ricordato alcuni sindaci c'è bisogno di investimenti. Troviamo, dunque, una situazione complicata, all'orizzonte ci attendono scelte strategiche come l'adozione del Piano d'Ambito Provinciale e la determinazione delle tariffe che i cittadini pagheranno per l'acqua. Saremo chiamati a tradurre in atti concreti quella gestione pubblica della risorsa acqua che i cittadini hanno chiesto a gran voce attraverso il referendum. Abbiamo un Ato unico che vede insieme Regione, Province, Comuni e Sindaci, una buona partenza dell'Assemblea dei Sindaci: dalla gestione dell'acqua può e deve ripartire una nuova stagione di impegno e di sviluppo».

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