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Pescara, 14/04/2026
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Data: 22/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sciopero per il mancato pagamento degli stipendi: oggi dovranno lavorare. Giulianova. Di Pietro: «E' colpa del Cirsu» e i sindacati attaccano entrambe le società. La Sogesa precetta gli operai.

GIULIANOVA - Gli operai scioperano e la Sogesa li precetta. Ieri mattina, nei Comuni serviti da Sogesa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, vale a dire Giulianova (dove c'è il porta a porta, Roseto e Bellante c'era un po' di «aria napoletana». Si sono rivisti ancora una volta i cassonetti ricolmi di buste ed anche i vari contenitori, dalla carta alla plastica e al vetro e poi le varie buste posizionate sugli ingressi di case, esercizi pubblici ed uffici. Uno spettacolo che si sarebbe dovuto evitare ed invece ha finto con il caratterizzare il primo giorno d'estate. I cittadini, a Giulianova, hanno dovuto immediatamente riprendere le buste e riportarle in casa e temendo tantissimo per quello che accadrà nei prossimi giorni, a partire da oggi. Lo sciopero dei dipendenti è stato ancora una volta determinato dal ritardo nei pagamenti dello stipendio, cosa che, ormai, accade puntualmente ad ogni scadenza. Ma stavolta lo sciopero è stato dichiarato all'improvviso, senza i prescritti sette giorni di preavviso, cosa che ha permesso alla direzione aziendale di procedere con la precettazione di sessanta operai che, questa mattina, all'alba, dovranno essere in strada a svolgere il quotidiano lavoro, altrimenti, per loro, la vicenda si tingerà di penale e non sarà più una protesta per una ormai tradizionale rivendicazione salariale. Mentre gli operai erano riuniti in assemblea e, poi, in altri locali, erano a confronto i vertici del Cirsu con i sindaci dei Comuni consorziati, il presidente di Sogesa, Di Pietro, ha fatto affiggere alla bacheca l'ordine di precettazione e si è detto convinto che gli operai loro rispetteranno. Già, ma perché non vengono pagati gi stipendi? Ed anche qui, con la risposta, si apre un copione già visto. «E' il Cirsu che non ci versa quanto ci spetta- ha ribadito Di Pietro- per cui non abbiamo i soldi per pagare le maestranze e questo ci dispiace, così come non siamo felici per il fatto di dover ricorrere all'istituto della precettazione per evitare che la napolizzazione delle nostre città servite si evidenza da oggi in tutta la sua bruttura». Ma gli operai contestano anche altro e cioè la non volontà di far ripartire il polo tecnologico, immobile ormai da tempo, mentre, sul fronte sindacale, Cigl e Cis, con Amedeo Marcattili e Serafino Masci, rimarcano «il disagio dei lavoratori sulla totale mancanza di chiarezza per quanto riguarda il pagamento del salario e le prospettive dell'Azienda. Ancora una volta i lavoratori per far sentire la propria voce sono costretti ad azioni di lotta, compreso lo sciopero, affinché chi ha il potere di prendere decisioni sul futuro dell'azienda lo faccia. Le responsabilità di tutto ciò ricadono su chi in questi anni, mettendo la testa sottoterra, non ha voluto vedere lo sfascio a cui si andava incontro. Diciamo basta a questo stato di cose. I lavoratori hanno diritto alle loro spettanze».

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