di MICHELE NARCISI
NERETO - «In Val Vibrata la salute pubblica chiude per ferie sabbatiche». E' l'attacco di un pepato documento della Lega Spi-Cgil della Val Vibrata stilato dopo l'annunciata chiusura (temporanea?) di tre reparti. «In riferimento- si legge nel documento sindacale- alla chiusura dei reparti di ostetricia-ginecologia-ortopedia e sale operatorie del presidio ospedaliero di Sant'Omero, la Lega Spi-Cgil della Val Vibrata sottolinea come tale decisione comporterà notevoli disagi per gli utenti e per gli operatori sanitari, con ripercussioni negative in particolare sugli anziani e le persone economicamente più svantaggiate; inoltre tale decisione vedrebbe incrementare la mobilità sanitaria verso Regioni vicine con aumento di spesa». Altro fatto negativo passato in esame: le ripercussioni rispetto alla stagione turistica. «Spi-Cgil e Lega Val Vibrata ritengono, infatti, inaccettabile la chiusura dei Reparti nel momento in cui l'offerta sanitaria dovrebbe erogare servizi non solo agli oltre 80mila residenti, ma a tutti i turisti della costa e dei centri dell'interno (agriturismi, ecc.)». Per la Cgil vibratiana, insomma, «la decisione di chiudere i tre reparti oltre ad essere antisociale ed antieconomica, non dà una buona immagine a quanti hanno deciso di trascorrere il periodo di vacanza nella nostra zona». «Sconcertante e vergognosa» viene considerata la chiusura di un reparto fondamentale qual è Ostetricia-Ginecologia. «Si chiede- incalza la Cgil - come possa proporsi alle donne, nel momento più delicato, sia a livello fisico che psicologico, della loro vita di recarsi a Teramo o, addirittura (vista la difficoltà nei collegamenti), ad Atri».