ROMA. Nell'aula di Montecitorio grandi discorsi sulla «maggioranza forte e coesa», fuori il lancio di uova e pomodori. Dentro gli applausi del centrodestra al premier che garantisce «governabilità», in piazza mezz'ora di bagarre furiosa dei precari della scuola e dei senza casa in protesta. Due realtà di uno stesso Paese che ieri sono andate in scena in contemporanea.
«Dimissioni, dimissioni» urlano a gran voce i manifestanti di Cobas e Usb all'indirizzo del presidente del Consiglio che, in quello stesso momento, nell'aula della Camera stava aprendo le otto ore di dibattito sulla verifica parlamentare del governo, chiesta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fuori il parapiglia si scatena in un attimo. A provocarlo, precisano prendendone le distanze Cobas e aderenti al Presidio permanente a Montecitorio, «alcuni infiltrati dei centri sociali e del "movimento 14 dicembre"». La tensione sale al massimo quando i precari urlano «Vergogna!»: dalle retrovie della folla assiepata sulle transenne che delimitano la piazzetta, scatta un lancio di uova, lattuga, pomodori ed anche libri. Informato di quanto sta accadendo fuori, Berlusconi non interrompe il suo discorso (applaudito dalla maggioranza, deriso dall'opposizione, specie nella parte in cui annuncia che non farà il premier a vita, anche perché è un «grande sacrificio»).
In piazza intanto, sotto il sole a picco di mezzogiorno, una trentina di agenti in tenuta antisommossa interviene quando verso il palazzo del potere vola un grosso petardo. Paolo Di Vetta, leader dell'associazione As.i.a per i diritti sulla casa, finisce a terra sotto i colpi di manganello. La folla si disperde per poi ricompattarsi e marciare verso il Senato.
«Pochi facinorosi hanno rovinato quello che voleva essere l'inizio di un dialogo» commenta un insegnante, mentre i sindacati di base (in protesta da martedì pomeriggio a sostegno dei precari della pubblica amministrazione dopo gli «insulti di Brunetta») sottolineano che a provocare le forze dell'ordine sarebbero stati «infiltrati» dei centri sociali romani. «Gli incidenti mi rattristano sempre - commenta il leader del Pd Luigi Bersani - ma Berlusconi continua a raccontare che è tutto a posto, invece sono stati lasciati a casa decine di migliaia di dipendenti pubblici».
Alla fine, in piazza Montecitorio torna la calma, sui sampietrini restano gusci e rossi d'uovo, verdure calpestate e i libri di Kerouac ("La città e la metropoli"), Zola ("Il ventre di Parigi"), Hesse ("Francesco d'Assisi") che un insegnante raccoglie e rimette in ordine sul banchetto del presidio.