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Data: 23/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Manovra, pensioni nel mirino.Servono 43 miliardi. Confcommercio boccia il rialzo dell'Iva

ROMA. La manovra di riequilibrio dei conti pubblici, per rispettare gli impegni assunti con l'Ue, sarà non inferiore ai 43 miliardi di euro. Approderà in consiglio dei ministri il 28 o il 29 giugno per essere discussa in Parlamento il 5 agosto. Si fa strada l'ipotesi che possano essere toccati pensioni e ancora il settore dei dipendenti pubblici. E' quanto hanno affermato ieri fonti parlamentari della maggioranza, secondo le quali contestualmente sarà presentata una delega sulla riforma fiscale.
Sui contenuti della manovra correttiva stanno uscendo in queste ore analisi e simulazioni degli effetti che avrebbero sulle tasche dei cittadini gli interventi attualmente allo studio. Oltre ai consumatori e al sindacato anche Confcommercio e il Nens, centro studi che fa capo all'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, hanno bocciato l'ipotesi di rialzo dell'Iva per compensare il minore gettito fiscale dovuto alle riduzioni del numero delle aliquote da 5 a 3, come prospettato dal governo. Confcommercio stima, come conseguenza, un aumento dei prezzi e quindi una riduzione dei consumi di 341 euro l'anno a famiglia, ma soprattutto un'erosione reale del potere di acquisto del risparmio familiare accumulato a causa dell'inevitabile inflazione.
Contrariamente a quanto promesso ieri dal premier sugli effetti della riforma fiscale, secondo la Cgia di Mestre i maggiori benefici del nuovo sistema basato su 3 aliquote, andrebbero ai contribuenti più ricchi, quelli con oltre 40 mila euro di reddito. Tutto dipenderà, tuttavia, dalla modulazione degli scaglioni di reddito previsti per ogni aliquota.
Sul fronte pensioni allo studio non è solo il blocco della rivalutazione automatica delle cosiddette pensioni d'oro (quelle 8 volte superiori alle minime). I tecnici, infatti, starebbero valutando l'ipotesi di anticipare di due anni, quindi al 2013, l'avvio del meccanismo introdotto lo scorso anno che innalza progressivamente l'età pensionabile in base al prolungamento della speranza di vita. Non a caso questa opzione ha ricevuto il plauso di Confindustria: «E' una cosa giusta, da fare subito», ha detto la presidente Marcegaglia. Nel menù di lavoro rientrano anche i dipendenti pubblici: blocco del turn over e congelamento degli stipendi al 2014 sono le ipotesi.
Secondo l'ex ministro Visco, per rispettare gli impegni ed essere credibili in Europa, la manovra correttiva dovrebbe essere comunque ben più pesante, tra i 50 e i 60 miliardi. A suo giudizio è condizionata «dalla volontà di non causare ulteriori perdite di consenso alla maggioranza, in quanto sposta al biennio 2013-2014 gli interventi più impegnativi che finiranno con influire negativamente sulla crescita economica». Risparmi fino a 16 miliardi porterebbero, invece, i tagli alla giungla di agevolazioni e detrazioni fiscali oggi in vigore. Sono 476 le cosiddette "tax expenditures" che erodono il gettito per circa 161 miliardi.

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