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Data: 23/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
«Persi 4.500 posti di lavoro nel cratere» I dati della Cgil al centro dell'assemblea cittadina: la disoccupazione frena la ripresa.

L'AQUILA. Un numero di disoccupati e di precari in crescita, affitti alle stelle, la spada di Damocle della restituzione delle tasse.
E ancora: cittadini che affittano ad altri cittadini a prezzi esorbitanti, commercianti in difficoltà e speculazione su più fronti.
Sono gli ingredienti della crisi economica che investe la città dell'Aquila e il cratere, ieri al centro del dibattito durante l'assemblea cittadina che si è svolta nel tendone di piazza Duomo. Ad aprire la discussione i dati della Cgil.
«Nel 2008 si ricorreva a 850mila ore di cassa integrazione, nel 2009 questo dato è passato nel cratere a 7milioni 250mila ore» ha spiegato Francesco Marrelli, rappresentante del sindacato. «E' cresciuto del 60 per cento il numero dei lavoratori in mobilità. Tra il 2009 e il 2010 infatti si sono persi, secondo i dati della Cgil, 33mila posti di lavoro in Abruzzo di cui 4500 tra il capoluogo di regione e il resto del cratere. A questo problema occorre aggiungere il disastro del precariato» ha continuato Marrelli, «nella sola pubblica amministrazione ci sono ad oggi 800 precari aquilani di cui 200 al Comune, 130 in Provincia, 120 in Regione e 326 alla Asl. Per non parlare dei precari nei servizi sociali, all'Anas (circa 70), nella scuola e all'Università».
Un quadro a tinte fosche, come ha sottolineato anche il docente della facoltà aquilana di Economia e Commercio, Lelio Iapadre che ha parlato di una «ricostruzione incerta, faticosa e conflittuale», che sarebbe dovuta soprattutto alla mancanza di un programma di sviluppo.
Il problema nascerebbe, secondo il deputato Giovanni Lolli da «un errore di fondo fatto nei mesi successivi al terremoto: sarebbe stato necessario allora» ha detto «mettere al centro della ricostruzione il lavoro, invece abbiamo dato precedenza alle case. Adesso incombe sugli aquilani lo spettro della restituzione delle tasse da novembre. Bisogna chiedere un'ulteriore proroga e non sarà facile ottenerla. Proverò a farlo nelle vie consuete, ma se sarà necessario dovremo alzare la voce anche tornando in piazza».
Lolli si è poi impegnato con l'assemblea anche su un altro fronte: «Vi assicuro che entro settembre la legge di iniziativa popolare proposta dagli aquilani verrà discussa e votata in aula», ha spiegato, «contemporaneamente bisognerà stanziare delle somme da destinare esclusivamente alle attività produttive e calmierare i prezzi del mercato. In tal senso si sta pensando alla possibilità di defiscalizzare totalmente le aziende che volessero assumere personale a tempo indeterminato nel territorio aquilano per i prossimi anni».
Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, intanto, ha rassicurato sull'attivazione della zona franca, che comunque necessita di diversi passaggi burocratici.
Infine, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha puntato l'indice contro i proprietari di locali (commerciali e non) che vengono affittati a prezzi molto elevati e su alcuni commercianti che «si sono ricollocati e adesso fanno da scudo umano rispetto alle nostre batterie che non possono sparare». Prossima assemblea tra una settimana.

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