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Pescara, 18/01/2021
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Data: 23/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il 15 abbandona la riviera, passeggeri sulle barricate Nessuna indicazione sul nuovo percorso, segnalate soltanto le fermate soppresse.

Dalla nave di Cascella alla Madonnina niente bus sulla riviera ristretta da parcheggi e pista ciclabile. Ma il dirottamento della linea 15, dal lungomare Matteotti a corso Vittorio Emanuele, a due giorni dal via non piace a viaggiatori, balneatori e bagnanti. Perché la novità che arriva dopo un braccio di ferro sulla sicurezza lungo 2 anni tra sindacati-Gtm-Comune è scattata proprio all'inizio della bella stagione, il 20 giugno. Il tutto, in una cornice di informazioni a dir poco a singhiozzo: sulla riviera, i bollini gialli che informano delle fermate-soppresse ci sono; ma nulla sanno del cambio di percorso i passeggeri che dalle pensiline sparse per la città salgono sul 15. Ignari: nessun avviso sulle fermate; nè sul web; nè sui pannelli luminosi che in testa al 15 ancora ieri facevano scorrere la direzione, errata, lungomare Matteotti. «Ma non passa per la riviera?», chiede allora stizzita all'autista una ragazza quando, all'imbocco di corso Vittorio, scopre che il bus sta tirando dritto. Scende alla prima fermata utile, dopo piazza Italia, un ambulante senegalese che era salito alla fermata di viale D'Annunzio di fronte San Cetteo, alle 9,45 di ieri. Aveva aspettato mezzora il 15, sotto una fermata senza cartelli-orari e senza informazioni sul tragitto.
«Per questo, chiedo scusa ai passeggeri; il direttore d'esercizio avrebbe dovuto organizzare tempestivamente l'informazione - dice Michele Russo, presidente Gtm -, provvederemo rapidamente». Ma, anche al netto dell'informazione, il restyling della linea 15, che dopo via caduti del Forte prosegue per corso Vittorio anziché sul lungomare, solleva lamentele. Penalizzati i bagnanti diretti in spiaggia, soprattutto anziani con nipotini. «La corsia non è norma - spiega Patrizio Gobeo, Filt Cgil -: è inferiore alla larghezza dei mezzi, ancor di più con i nuovi bus. Gli autisti sarebbero costretti a infranre il codice della strada, con rischi per la sicurezza e non solo: in caso di incidente, si rischia il ritiro della patente».
Un problema sollevato già dal 2009. La soluzione studiata era allargare la corsia, restringendo i parcheggi lato-monte. Ma i lavori del Comune non partiranno entro l'estate. «Come Gtm avremmo volentieri continuato il servizio sulla riviera - dice Russo -, ma ci sono problemi insormontabili di sicurezza. Si era pensato di risolvere il problema traferendo i posti auto all'ex Fea, ma l'amministrazione comunale non se l'è sentita di decidere in piena estate; ci sarebbero state lamentele dei balneatori. Che però ora protestano per il colpo di spugna sui bus. E chiedono un'alternativa, ovvero navette. «Sopprimere le fermate sul lungomare d'estate è una scelta che pagheranno non solo gli anziani ma anche i clienti che, per risparmiare soldi tempo e fatica, volessero usare i mezzi pubblici - dicono i balneatori della Fiba-Confesercenti -; i mezzi vanno potenziati e non smobilitati: Pescara soffre di una carenza cronica di posti auto e non tutti hanno la possibilità di sostare nell'area di risulta, che non è vicina a molti stabilimenti».
Trovare un'alternativa, è la richiesta alla Gtm. «Può sperimentare corse specifiche dalle periferie e dai principali parcheggi con bus navetta di piccole dimensioni. Non è pensabile lasciare i clienti a piedi o costringerli a prendere l'automobile specie in piena crisi e in assenza di parcheggi adeguati», dicono i balneatori. «Ma non disponiamo di bus navetta», risponde Russo.

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