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Pescara, 14/04/2026
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Data: 24/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'ombra lunga dei privati tutti pronti per il business. Antonelli: «Ma all'ex Cofa intervenga il pubblico»

«Lo spostamento dei cinquemila metri quadri del Comune da via Doria al cuore dell'ex Cofa, ovvero il trasferimento di quel valore immobiliare dal sub comparto B al C, è dettato solo dall'esigenza di creare due macro comparti e di rafforzare l'impegno del pubblico nella più grande operazione immobiliare in atto su Pescara». Così Marcello Antonelli, assessore all'urbanistica del Pdl, spiega la motivazione dietro la delibera di indirizzo del Piano particolareggiato 2, cercando di spazzare via le polemiche che nei giorni scorsi hanno provocato un mezzo terremoto nella commissione Gestione del territorio, presieduta dal consigliere Pdl, Marco Mambella. «La scelta è ipotetica, legata agli investimenti sull'ex Cofa» precisa l'assessore.
Unire quel tesoretto del Comune allo sforzo immobiliare della Camera di commercio sarebbe secondo Antonelli «la scelta ideale per contribuire al migliore sviluppo della parte pubblica, attraverso la costituzione di un fondo immobiliare». E qui sta il punto, questo è al momento il vero nodo da sciogliere, l'enigma da svelare: Antonelli finalizza la proposta di delibera al potenziamento dell'investimento pubblico sull'ex Cofa, sviluppo troppe volte finora dato per scontato: ma sono passati due anni dalla proposta della Camera di commercio per l'acquisto dell'area d'oro e l'operazione non è ancora conclusa, nonostante ripetuti incontri dati per risolutivi. L'unica recente novità nel botta e risposta tra le parti è stata nel ritocco sul prezzo finale per circa un milione, per un totale di 11 milioni e rotti. Ad oggi nessuno sviluppo, solo tanto silenzio: se alla fine in Regione si dovesse preferire per la vendita attraverso un bando di gara sarebbero i privati a irrompere sulla scena e i propositi dell'assessore Antonelli finirebbero nel cestino insieme con la delibera.
Alcuni big dell'imprenditoria pronti a recitare da protagonisti sono noti da tempo, avendo - chi più chi meno - quote preziose di Pp2: nomi del calibro di Mammarella e Milia, di Toto e De Cecco; c'è Cantò con la società Altergest che giusto un anno fa diede inizio a una ristrutturazione che ha fatto discutere sull'edificio ospitato nell'area ex Barbi, al confine con il porto turistico. Completa il puzzle la sede della Guardia di Finanza, opera altamente impattante e realizzata in deroga al Prg in quanto caserma-comando. Vederla sorgere in quella zona di pregio è una sconfitta per la città.
L'assessore Antonelli resta alla finestra, aspetta notizie da Regione e Camera di commercio e insiste nel sostenere la validità della delibera di spostamento dell'area comunale. «Non è affatto scontato che investire su un albergo a cinque stelle o su un palacongressi sarebbe meno remunerativo rispetto alla costruzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica» dice l'assessore, ribattendo alle critiche di Pd e Udc che in commissione hanno espresso contrarietà a questo trasferimento di valori. «Si rischia di favorire i privati» ha obiettato il vice capogruppo Pd Enzo Del Vecchio. Altrettanto severa e netta la posizione del capogruppo Udc, Enzo Dogali: «I cinquemila metri quadri comunali non vanno spostati dal subcomparto B, area destinata ad accogliere l'edilizia residenziale pubblica, tantomeno per finire nel comparto C dell'ex Cofa dove sono previsti interventi per servizi e turistico alberghiero». Dogali aveva subito dato l'altolà alla commissione e ha confermato di voler proporre un emendamento abrogativo «quando ai primi di luglio la delibera sarà discussa in consiglio comunale».

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