Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.122



Data: 25/06/2011
Testata giornalistica: Il Centro
L'Abruzzo è più povero. Redditi e spesa sotto la media, Chieti peggio di tutti. I dati di una ricerca dell'Osservatorio regionale sull'inclusione sociale.

PESCARA. In Abruzzo si allarga la forbice fra ricchi e poveri, la disoccupazione giovanile è sopra la media nazionale e il reddito e la spesa sociale procapite invece sono sotto il dato italiana. Sono queste le principali risultanze del rapporto dell'Osservatorio regionale per l'Inclusione sociale e povertà di Abruzzo lavoro, presentate ieri mattina a Pescara.
A fine 2010 del milione e 338 mila abruzzesi residenti, 534.853 rappresentano la forza lavoro con un tasso di disoccupazione dell'8,88% (15-64 anni), superiore alla media nazionale dell'8,53%. Diventa cronicizzato il dato relativo alla disoccupazione e inoccupazione giovanile (25-34 anni) salita al 13,3% contro l'11,9% nazionale.
«E' un dato inaccettabile», sostiene Luciano Longobardi, responsabile dell'Osservatorio regionale, «che prelude all'esclusione e alla vulnerabilità anche a livello pensionistico. Basti pensare che l'Inps, per la i nati nel 1976, prevede una pensione di 400 euro per le donne e di 800 per gli uomini».
Per quanto riguarda il reddito (dato riferito al 2008) la nostra regione, con 26.494 euro a persona, si pone ancora sotto la media nazionale di 32.148 euro. Stesso dicasi per la soglia di povertà standard (13.005 contro 15.653 euro), la soglia di povertà estrema (10.404 contro 12.522 euro) e la soglia di rischio di povertà (15.606 contro 18.783 euro).
L'incidenza di povertà relativa tra le famiglie (15,4%) e tra gli individui (15,2%) è superiore alla media italiana uguale all'11,3% e al 13,6%.
Anche sul piano della spesa sociale procapite (dati del 2006) l'Abruzzo con 59,51 è molto al di sotto dei 101,02 euro a livello nazionale, che scende a solo 1,80 euro (7,21 in Italia) per le aree di povertà.
Analizzando i dati sulla disoccupazione a livello provinciale emerge che Chieti è quella messa peggio con il 10,11%, seguita da Pescara (9,18%) e Teramo (8,58%).
Il tasso più basso è dell'Aquila con il 7,05%.
«Su questi dati», spiega Longobardi, «hanno avuto un positivo effetto gli ammortizzatori sociali adottati dal governo regionale, che hanno sostenuto i redditi. Senza queste misure avremmo avuto un'esplosione della disoccupazione e un crollo del reddito medio».
I dati istituzionali dell'Osservatorio sono stati integrati da quelli della Caritas: il numero degli accolti dalle Diocesi è salito a 4.379 persone con un aumento del 42%, di cui oltre la metà sono italiani.
L'osservatorio propone di mettere in campo un «welfare secondo», sul modello svedese, con un accordo tra amministrazioni, sindacati e assicurazioni con polizze che sostengano il reddito e di costituire i «welfare bridge» con l'integrazione di tutti i sistemi territoriali favorendo il sostegno al microcredito.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it