L'AQUILA. Cancellazione delle agenzie regionali e trasferimento del personale negli assessorati di riferimento: si può fare. Il vertice del Pdl, con il coordinatore regionale, il senatore Filippo Piccone, appoggia il piano voluto dal presidente della giunta, Gianni Chiodi, destinato a riformare radicalmente settori strategici come turismo, ambiente, sviluppo agricolo, informatica e lavoro.
Un'operazione clamorosa che coinvolge complessivamente 710 dipendenti e oltre 30 lavoratori precari che operano in cinque storici enti strumentali: l'Agenzia regionale per la promozione turistica (Aptr), l'Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta), l'Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo (Arssa), l'Agenzia regionale per l'informatica e la telematica (Arit) e l'Agenzia per l'impiego-Abruzzo Lavoro.
«Non posso che sostenere il presidente Chiodi in questo piano di razionalizzazione delle agenzie regionali», spiega il coordinatore abruzzese del Pdl. «E' un segno tangibile di una vera azione di riforma che centra il risultato di tagliare i costi e migliorare il servizio. Sono messaggi che dobbiamo inviare agli abruzzesi in maniera forte e chiara. Va da sé che bisogna programmare bene i passaggi perché si tratta di un cambiamento epocale».
La strada di questa autentica rivoluzione, gestita finora con un grande riserbo, è stata imboccata per imprimere un'accelerazione forte all'azione riformatrice, all'inizio della legislatura timida e, da mesi, al palo da parte della maggioranza di centrodestra.
E che il Pdl faccia sul serio è dimostrato dal fatto che l'azzeramento delle agenzie sarà al centro di un summit in programma domani tra il coordinatore e regionale, Piccone, il vice, il senatore Fabrizio Di Stefano, e il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, il quale illustrerà, nei dettagli, l'operazione. Nell'incontro si parlerà della situazione generale, quindi, anche della questione dei 25 commissariamenti in scadenza, in questi giorni, che non possono essere rinnovati, e sui quali la giunta è in panne per i ritardi accumulati nell'approvare le riforme che possono dare il via libera alla nomina degli organi statutari.
Al progetto di cancellazione delle agenzie regionali, finora, si è lavorato sotto traccia per evitare reazioni polemiche.
Ma, vista la portata del progetto che taglia consigli di amministrazione e altre spese di gestione, i dissidi e le spaccature saranno inevitabili, a partire dal livello politico. E' inevitabile che una riforma così drastica provochi reazioni, ad esempio, tra figure di area Pdl e centrodestra indicate tra i papabili come presidenti e componenti dei consigli di amministrazione che dovrebbero sostituire i commissari attualmente in carica. E' il caso, per esempio, dell'ex consigliere regionale, Benigno D'Orazio, in lizza per la presidenza o la direzione dell'Arssa. Per ora c'è da registrare, la sola reazione della Uil (nell'articolo nel box).
Ma, se la riforma diventerà realtà, i sindacati, che ufficialmente non sono stati coinvolti, dovranno tenere conto dei dipendenti delle agenzie che dovrebbero essere eliminate. E dovranno fare i conti anche con la nuova organizzazione degli assessorati che - proprio a causa dei tagli - avranno incrementi di personale con inevitabili e necessarie variazioni delle piante organiche.