PESCARA. Il Pd rilancia le accuse ad Albore Mascia sulle opere pubbliche bloccate e invita il sindaco addirittura a dimettersi. Il durissimo attacco è stato sferrato ieri mattina dal gruppo consiliare, che ha chiamato a raccolta i giornalisti per un esame della situazione politica, alla luce anche delle critiche avanzate dal capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri nei confronti del primo cittadino pubblicate ieri dal Centro. «La città versa in uno stato di abbandono e immobilismo», ha detto il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio, «l'amministrazione, guidata da Mascia, in due anni non è stata in grado di attivare nessuna opera pubblica». «Sono fermi 300 milioni di lavori», ha sottolineato, «e questa è una cifra che va ad incidere pesantemente sullo sviluppo della città e che dimostra, quindi, l'inadeguatezza della giunta. Su questa situazione c'è anche l'intervento del capogruppo del Pdl Sospiri, il quale conferma che non è stato fatto nulla». Il capogruppo del Pd, dunque, ha chiesto al sindaco e alla maggioranza di «passare la mano». «Questa città», ha osservato, «non può permettersi il lusso di continuare così per altri tre anni». Secondo Enzo Del Vecchio, «Pescara si trova in una situazione paradossale, in cui il sindaco rivendica meriti che sono in realtà dei fallimenti». «Emblematico è l'iter per la realizzazione del Ponte nuovo», ha spiegato Camillo D'Angelo, «l'appalto della precedente giunta era già pronto». «Le dichiarazioni di Sospiri», ha affermato Gianluca Fusilli, «evidenziano una crisi politica nella maggioranza». «E' significativo», ha concluso il consigliere Marco Alessandrini, «che il capogruppo del Pdl sia sulla nostra lunghezza d'onda».