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Pescara, 14/04/2026
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Data: 26/06/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cantieri bloccati, Pastore convoca il Pdl. Le critiche di Sospiri lasciano il segno, Teodoro: «Mascia azzeri la giunta o si dimetta».

«Con lo scontro in atto nel centrodestra, dove il segretario provinciale attacca il sindaco mentre altri pezzi del Pdl si scontrano tra loro, si è formalizzata la crisi politica di questa maggioranza. Mascia non ha che due scelte per dare una svolta: azzerare la giunta o dimettersi e lasciare la parola agli elettori». S'è seduto sulla sponda del fiume, Gianni Teodoro, e ha aspettato per un anno e mezzo il passaggio del suo nemico. Da qui a dire che Albore Mascia sia un morto a galla ce ne corre, tuttavia l'ex assessore comunale ai Lavori pubblici, durato il tempo di due stagioni, si prende oggi una rivincita nei confronti di chi a gennaio 2010 l'aveva messo alla porta. E lo fa con le stesse armi, gli stessi argomenti con cui egli stesso era stato fatto fuori: i cantieri lumaca, le opere pubbliche al palo.
Accuse che il coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri aveva rilanciato due giorni fa e che hanno centrato il nervo scoperto della maggioranza. Non a caso, mezz'ora dopo la conferenza stampa di Teodoro, il sindaco Albore Mascia s'è ritrovato al Primocafè per un aperitivo con il senatore Pdl e coordinatore cittadino Andrea Pastore, con la consigliera comunale e regionale Federica Chiavaroli, con l'assessore Eugenio Seccia ed il consigliere Renato Ranieri, il collaboratore del gabinetto del sindaco, Giuliano Grossi. Le critiche di Sospiri, le sue sollecitazioni a imprimere un colpo d'acceleratore nell'azione amministrativa sono state condivise nella sostanza e meno nel metodo, ma tant'è. Il gradimento del centrodestra è in picchiata e urge dare un colpo d'ala.
Pastore ha provato a fare da pompiere, «c'è stata qualche forzatura nell'interpretare le parole di Sospiri ma è evidente che sui lavori pubblici c'è un rallentamento a Pescara legato a difficoltà operative e di personale» ha detto il senatore, convinto che con l'avvio dei cantieri, dall'autunno prossimo, si sistemerà tutto e bene. Intanto nel Pdl è annunciato un vertice di partito e di maggioranza proprio per chiarire posizioni e fissare obiettivi concreti sulle grandi opere, «basta anche fissare due o tre punti per dare alla città il segnale di un'inversione di tendenza» dicono ancora nel Pdl.
In tale scenario l'ex alleato Teodoro ieri ha sguazzato. Nel lanciare il suo ultimatum l'ex assessore ha voluto con sè gli amici di Fli, «qui c'è tutto il centro moderato in fuga dalla maggioranza» ha detto mostrando i muscoli del terzo polo, indicando la new entry Peppino Bruno ex Pescara Futura, Nico Lerri, ex Pdl, ieri con il coordinatore cittadino Fabio Di Paolo e con l'ex dirigente ai lavori pubblici Antonio Biase che ha rivendicato i meriti per aver avviato opere poi bloccate, a cominciare dalla strada pendolo. Assente giustificato il consigliere Max Pignoli: «E' a un matrimonio».
Teodoro ha puntato Mascia per colpire anche Masci e i dirigenti: «La struttura aveva creato una sovrapposizione di competenze che frenava l'azione amministrativa» ha ribadito per spiegare le ragioni che l'hanno spinto a dimettersi. «Difficile oggi riproporre un modello per Pescara, anche il miglior chirurgo plastico non saprebbe porre rimedio al volto sfigurato di Pescara» ha aggiunto Teodoro evidenziando, a suo dire, «lo zero assoluto di provvedimenti per il traffico, vera emergenza di Pescara ma irrisolvibile senza i parcheggi all'area di risulta: meglio fare silos belli e moderni piuttosto che costosissimi interventi interrati che perderebbero di efficacia senza il Ponte nuovo o senza il completamento dell'asse via Caravaggio-via Ferrari». A Teodoro il sindaco Albore Mascia ha replicato con velata ironia: «A Gianni consiglierei di consultarsi più spesso col fratello Piernicola, presidente del quartiere Portanuova: saprebbe da lui delle bellissime e tante cose che stiamo realizzando insieme».

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