Goriano. Ci sono volute 12 ore per riaprire la linea, prosegue l'inchiesta interna di Trenitalia
GORIANO. La linea ferrovia Roma-Pescara ha riaperto solo all'alba di ieri, dopo 12 ore di disagi causati dal deragliamento del treno alla stazione di Goriano Sicoli (leggi l'articolo).
Per consentire il passaggio dei treni è stato provvisoriamente aperto un secondo binario (era chiuso dal giorno del terremoto). Quanto accaduto ha risollevato le polemiche. Secondo il sindacato Orsa sono troppi i pericoli sulla linea.
«Il deragliamento del treno nella stazione di Goriano è la diretta conseguenza della scarsa manutenzione della linea ferroviaria e dei mezzi di locomozione». La denuncia arriva dall'Organizzazione sindacati autonomi e di base del comparto trasporti e delle ferrovie dello Stato (Orsa), che all'indomani dell'incidente ferroviario in cui è rimasta lievemente ferita una ragazza di 17 anni di Celano, parla di «incidente annunciato».
Sul deragliamento, intanto, va avanti l'inchiesta interna avviata da Trenitalia per risalire alle cause che hanno provocato il deragliamento del convoglio e la distruzione di un centinaio di metri del marciapiedi della stazione. Sul convoglio, partito da Sulmona, viaggiava una decina di passeggeri. L'incidente è avvenuto intorno alle 17,45 di sabato. Per consentire il passaggio dei treni da ieri è riperto un secondo binario e per i pendolari è stata realizzata una passerella in legno. Secondo l'Orsa tutto sarebbe chiaro. «In quel punto dove è deragliato il treno», affermano dall'Orsa, «la ferrovia presenta un avvallamento che se viene affrontato a una velocità sostenuta e con carrozze che hanno i bordini delle ruote usurati, può provocare l'uscita del convoglio dalle rotaie. Tra l'altro quel tratto, insieme ad altri, era già stato segnalato in tempi non sospetti. E a questo punto sarebbe interessante conoscere l'esito delle verifiche fatte ciclicamente per rilevare la stabilità e la staticità della linea».
Secondo il sindacato ci sarebbero almeno tre punti sulla linea ferroviaria Sulmona-Avezzano molto pericolosi che andrebbero immediatamente messi in sicurezza. Il primo all'uscita della galleria che immette nello scalo ferroviario di Goriano Sicoli, dove si è verificato l'incidente; il secondo all'altezza del Gran ponte d'Italia tra le stazioni di Anversa e Bugnara; l'ultimo all'imbocco della galleria di Carrito, quella che unisce la Marsica alla Valle Peligna. «Chiediamo verifiche più attente su un tratto ferroviario di montagna che negli ultimi due anni è stato sottoposto a notevoli sollecitazioni in seguito alle numerose scosse sismiche», concludono dall'Orsa.
Anche il sindaco di Goriano, Rodolfo Manganelli, si dice preoccupato per le sorti della stazione e della linea ferroviaria.