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Pescara, 14/04/2026
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Data: 27/06/2011
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Amt, ok all'intesa e si allontana lo spettro sciopero. Via libera alla ristrutturazione aziendale

QUESTA volta non ci è voluta la telefonata notturna di Corrado Cavanna, segretario della Filt Cgil, al sindaco Marta Vincenzi, per ricomporre in tutta fretta quella che stava assumendo i contorni di una nuova frattura. Il consiglio di amministrazione di Amt, ha ratificato il soffertissimo accordo con i sindacati, sottoscritto la sera del 7 giugno a Palazzo Tursi. Allora le cinque sigle avevano preteso che tra le firme, come garanzia, ci fosse proprio quella di Marta Vincenzi. Ieri pomeriggio, il nuovo cda, che giovedì scorso aveva rimandato l'approvazione - per motivi di tempo, la motivazione ufficiale - ha dato seguito a quell'impegno. Il via libera significa che la minaccia dello sciopero, restata latente per tutta la settimana, è definitivamente allontanata. Allo stesso tempo l'ok vale come semaforo verde al processo di ristrutturazione dell'azienda, per il quale manca tuttavia ancora un passaggio formale: il referendum tra i lavoratori, che i sindacati hanno indetto per martedì e mercoledì prossimo, non prima dell'assemblea generale, in programma lunedì sera alla sala del Consorzio autonomo del porto di via Albertazzi, a Dinegro, per illustrare il contenuto dell'accordo. Se le cinque sigle incasseranno il sì, allora si procederà con i pensionamenti - saranno massimo 220 tra 2011 e 2012 e con l'applicazione degli altri, numerosi punti contenuti nell'intesa: dalla verifica dei tempi di percorrenza dei mezzi pubblici, conseguenza della (problematica) revisione della rete entrata in vigore il 13 giugno scorso, passando per la quantificazione dei premi di produzione, fino alla stabilizzazione dei precari. «L'accordo - spiega Stefano Pesci, direttore generale di Amt - è stato ratificato nei termini esatti con cui era stato stilato la sera del 7 giugno. Una volta incassato l'esito del referendum, si potrà passare alla fase applicativa. Nel frattempo, lavoreremo per mettere a punto un piano per accedere ai finanziamenti previsti dalla legge regionale per l'accesso alla cassa integrazione e agli incentivi all'esodo. Va detto che questo accordo sindacale contribuisce a migliorare il quadro economico dell'azienda, ma non può considerarsi risolutivo». Non lo è perché se è vero che l'azienda risparmierà, già nel breve termine - come è stato illustrato al nuovo cda guidato da Ermanno Martinetto - alcuni milioni di euro sul costo del personale, il deficit strutturale resta pesante. E ai segni "meno" bisogna aggiungere anche quelli determinati proprio dall'accordo ratificato ieri. I nervi, dalle parti di via Montaldo, ora sono meno tesi, ma ancora una volta il trasporto pubblico si è fermato a un passo dal baratro di una nuova agitazione selvaggia. Non solo i sindacati, dopo il rinvio della settimana scorsa, avevano preteso, prima di mollare la presa in piena notte, l'impegno scritto del presidente Martinetto che l'accordo sarebbe stato approvato nella seduta del cda. All'esito dell'incontro del consiglio di amministrazione era appeso, infatti, uno sciopero che sarebbe stato inscenato oggi. «L'avvertimento l'avevamo mandato - fa sapere un sindacalista - Se l'accordo non fosse passato, alle 4 di mattina i bus non sarebbero usciti dalle rimesse». Gli utenti del trasporto pubblico, invece, già messi a dura prova dai recenti tagli, possono tirare un sospiro di sollievo: oggi i bus ci saranno.

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